A Busto l’omaggio a Leonardo è una celebrazione del tessile, cuore della città

busto tessile mostra

BUSTO ARSIZIO – L’omaggio a Leonardo è già un successo: 120 classi delle scuole prenotate per visitare la mostra al Museo del Tessile e periodo di apertura prolungato prima ancora di inaugurare. È il tessile, che «dal battere dei telai in ogni casa, è il cuore» di Busto, il filo che lega la città al Genio vinciano, di cui quest’anno ricorre il cinquecentesimo anniversario della morte. «Un omaggio non dovuto», così lo definisce la vicesindaco e assessore alla cultura e all’identità Manuela Maffioli. Ma cercato, e con lo sguardo rivolto al futuro del tessile.

L’inaugurazione

Al Museo del Tessile si è inaugurata la mostra “Le trame di Leonardo – la più bella e sottile invenzione“, realizzata dalla Fondazione Merlini con la collaborazione dell’amministrazione, di Canclini e di Centrocot. Prima iniziativa del ricco programma di eventi che il Comune, insieme alla rete culturale cittadina, propone per celebrare i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo da Vinci. Rimarrà aperta fino al 27 novembre, e non fino al 24 come inizialmente previsto, soprattutto per programmare le visite delle ben 120 classi delle scuole che hanno prenotato l’accesso. «Tante città hanno organizzato iniziative per ricordare la figura e le opere di Leonardo, noi siamo riusciti a realizzare un omaggio originale che mette in evidenza l’interesse di Leonardo per il tessile che è uno degli elementi fondamentali della nostra identità» fa notare il sindaco Emanuele Antonelli. «Leonardo ha posato lo sguardo sul settore tessile che è il seme attorno al quale si è aggregata, in un idem sentire, la nostra comunità, un seme che ha significato tanto per tutti noi, e che rappresenta ancora il cuore della nostra città – le parole della vicesindaco e assessore a identità e cultura Manuela Maffioli – la mostra valorizza la città e sancisce una preziosa collaborazione tra realtà culturali che ci consentirà di ampliare lo sguardo su altri aspetti dell’opera leonardesca, ma sempre tenendo presente il legame con Busto».

La mostra

Curata da Serena Colombo e ospitata nella sala gemella del complesso museale che celebra la storia del tessile, la mostra espone alcune vere e proprie chicche. In particolare sette modelli in scala 1:2, di proprietà della Fondazione Canclini, che riproducono fedelmente le macchine tessili disegnate da Leonardo (ciascuna accompagnata dalle copie dei progetti, tratti in gran parte dal Codice Atlantico): un filatoio ad alette, una ruota per torcere, una binatrice, un orditoio, una garzatrice, un maglio battiloro e soprattutto il telaio meccanico, che il Genio vinciano definì “la più bella e sottile invenzione”. Un macchinario che grazie al giro della manovella automatizzava un processo produttivo molto faticoso. «Il meccanotessile – ammette Roberto Grassi, imprenditore tessile e presidente dell’Unione Industriali di Varese, presente insieme al suo predecessore, l’attuale presidente della LIUC Riccardo Comerio – è una delle categorie più importanti della ex Manchester d’Italia». Dalla storia al futuro, in esposizione ci sono anche una serie di pezzi pregiati dell’industria di oggi, innovazioni nel tessile come i tessuti con il grafene o la bioceramica e i filati da materiale riciclato e applicazioni di successo come la tuta superleggera del pluricampione del mondo di Formula 1 Lewis Hamilton o le divise in materiale tessile tecnico dei Vigili del Fuoco e dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Prodotti che dimostrano come il filo di Leonardo «sia ancora vivo nel nostro territorio», come fa notare il direttore del Centrocot Grazia Cerini.

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