BUSTO ARSIZIO – Nel pieno della movida estiva, cresce il numero di eventi sia pubblici che privati. E sebbene «la vitalità urbana e l’offerta di svago rappresentino un valore aggiunto per l’economia e la socialità locale», c’è chi accende i riflettori sulle consegue. Lo fa il consigliere d’opposizione Max Rogora (Futuro Nazionale) con un’interrogazione che verrà discussa al prossimo consiglio comunale: «Il prolungarsi delle emissioni sonore oltre gli orari consentiti genera talvolta evidenti disagi alla cittadinanza, ledendo il diritto al riposo e alla quiete dei residenti nelle zone limitrofe».
Tema che accende il dibattito non solo nelle sale di Palazzo Gilardoni, ma anche sui social: tra chi si lamenta e chi – e sono la maggior parte – applaude alla possibilità di vedere la città animarsi.
Le richieste di Rogora
Oltre alla programmazione degli appuntamenti istituzionali, si legge nel documento presentato da Rogora, «numerosi esercizi commerciali, bar e locali di pubblico spettacolo del territorio organizzano autonomamente eventi e serate con intrattenimento musicale, richiamando un considerevole afflusso di avventori e clienti». Ecco perché «risulta prioritario contemperare le legittime esigenze di svago e di sviluppo delle attività commerciali con il rispetto delle normative vigenti in materia di inquinamento acustico e di convivenza civile». Da qui, una serie di richieste rivolte al sindaco Emanuele Antonelli e alla giunta. Per sapere «se i provvedimenti autorizzativi e le deroghe acustiche rilasciati siano pienamente conformi alle normative nazionali e ai regolamenti comunali vigenti». Oppure «se siano correntemente programmati ed effettuati mirati controlli di impatto acustico e fonometrico per verificare il rispetto delle soglie di tollerabilità stabilite». O anche «se l’amministrazione non ritenga opportuno e necessario predisporre un potenziamento dei servizi della polizia locale, anche attraverso il ricorso a turni straordinari serali e notturni, al fine di vigilare sul corretto e regolare svolgimento degli eventi, a tutela della sicurezza urbana e dei diritti dei residenti».
Il protocollo Movida. E la reazione di Busto
Di recente, in effetti, anche Busto Arsizio – come altri Comuni del territorio – ha sottoscritto un protocollo con la prefettura di Varese che guarda proprio al monitoraggio di situazioni legate alla movida e agli eventi estivi. E a tutte le conseguenze che ne derivano. Ne è un esempio il dibattito che si è consumato sui social all’indomani della serata di sabato. C’è infatti chi scrive che «abitare in centro a Busto Arsizio è diventata una condanna. Non bastava il giovedì sera con musica ad alto volume?». E ancora: «Non è più una città delicata ed elegante ma per me è diventata una città che porta solo rumore». Questione che ha scatenato i concittadini, per la maggior parte allineati con l’idea di preferire una città che abbia un’offerta sociale e culturale e che accenda la vita cittadina. Si legge, fra i tanti, «io abito in centro ma non mi danno fastidio la musica o le manifestazioni». O anche: «Busto è sempre spenta, da sempre, quando c’è un po di movimento è sempre una lamentela». Oppure: «Ben vengano musica e attività. Abito in centro ed è un piacere sentire divertimento».
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