Omicidio Busto, Mirti tace davanti al procuratore Nocerino. Il debito da 10mila euro

Nella foto Davide Gorla

BUSTO ARSIZIO – In silenzio davanti al procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Carlo Nocerino. Emanuele Mirti interrogato ieri, giovedì 26 giugno, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’uomo, 50 anni di Castellanza, è stato fermato intorno alla mezzanotte tra mercoledì 25 e giovedì 26 giugno per l’omicidio di Davide Gorla.

Il nodo dell’appartamento

Gorla, commerciante di 64 anni, è stato ucciso a coltellate poco dopo le 18 di mercoledì 25 giugno nel suo negozio Lineacontinua di via Milano a Busto. Mirti è stato identificato un paio d’ore dopo. Portato in commissariato è stato fermato intorno a mezzanotte. Il 50enne, che era l’affittuario di Gorla, viveva in un appartamento in una palazzina di viale Lombardia a Castellanza, ha negato di avere ucciso il 64enne.

Mirti molto provato

Davanti al procuratore Nocerino è apparso sereno: «Non rispondo senza prima aver parlato con il mio avvocato». E l’avvocato Roberta Bono ha visto Mirti questa mattina in carcere a Busto Arsizio. «Il mio assistito è molto provato per l’accaduto. E’ provato sia fisicamente che psicologicamente dalla vicenda – commenta l’avvocato Bono – L’interrogatorio davanti al Gip Stefano Colombo è fissato per le 9.30 di domani. Valuteremo gli atti nelle prossime ore».

Movente economico

Per l’accusa il movente è economico: Mirti avrebbe avuto un debito di 10mila euro circa in affitti arretrati nei confronti della vittima che ne esigeva il pagamento. Mirti avrebbe fatto un bonifico pari a 7mila euro un’ora prima di raggiungere Gorla in negozio e, secondo l’accusa, di assassinarlo.

In silenzio davanti al Procuratore

Interrogato nella tarda serata di mercoledì l’uomo si è sempre dichiarato innocente. Gli inquirenti non hanno trovato l’arma del delitto ma a carico del 50enne ci sono le immagini delle telecamere di videosorveglianza che lo immortalano mentre entra ed esce dal negozio di Gorla all’ora del delitto. E ci sono anche testimoni se non direttamente dell’aggressione quanto meno della fuga, pur a passo moderato, che indicano in Mirti l’aggressore.

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