Precari in tribunale, presidio a Busto: «Senza di loro giustizia paralizzata»

BUSTO ARSIZIO – Precari della giustizia in sciopero oggi, martedì 16 settembre, con un’adesione che potrebbe superare il 90% a Busto Arsizio, dove dalle 9.30 alle 11.30 è stato messo in campo un presidio davanti al tribunale cittadino, come nel resto d’Italia. La chiamata della Fp Cgil è stata raccolta sino in fondo. Sul piatto, del resto, ci sono questioni vitali: «Migliaia di posti di lavoro- spiega Davide Farano, sindacalista Cgil – Oltre all’efficenza stessa del sistema giustizia: senza la stabilizzazione di questi lavoratori non soltanto si perderà un considerevole patrimonio di Know how oltre a delle eccellenti professionalità, ma si metterà in crisi il sistema giustizia tutto».

Vogliamo risposte e garanzie VIDEO

«Rappresentiamo all’incirca un terzo dei dipendenti di questo tribunale – spiegano Erica Gagliardi, lavoratrice precaria e rappresentante RSU per la FP Cgil e Giuseppe De Lelli  -Siamo forza lavoro importante, assunta con i fondi del PNRR, che sta contribuendo allo smaltimento dell’arretrato e si è integrata bene con il personale a tempo indeterminato. Il nostro licenziamento comporterebbe uno svuotamento degli uffici giudiziari: presso la sezione dibattimento, ad esempio, al omento sono impiegati solo due assistenti, e noi rappresentiamo una forza lavoro di sette persone, un rapporto di numero decisamente schiacciante. Oltre a questo, pensiamo che sia un nostro diritto avere delle risposte e delle garanzie per quanto riguarda il nostro lavoro».

Giustizia a rischio paralisi

La situazione a Busto Arsizio è perfettamente fotografata e riassunta dalla dottoressa Rossella Ferrazzi, giudice del dibattimento penale e rappresentante della sottosezione bustocca dell’Associazione Nazionale Magistrati – l’Anm ha espresso piena solidarietà a questi operatori della giustizia – intervenuta questa mattina a sostegno di chi era in presidio (i lavoratori hanno incassato la vicinanza di numerosi magistrati e avvocati) a nome dell’Anm: «La presenza di queste professionalità è fondamentale – ha detto Ferrazzi –Soprattutto in un tribunale come quello di Busto che con loro in forza raggiunge uno scoperto in organico di oltre il 50%. Sono figure competenti, perfettamente formate, senza le quali la giustizia sarebbe alla completa paralisi». Ferrazzi lo spiega senza mezzi termini: «Senza queste professionalità noi non potremmo andare in aula. Facciamo più udienze, stringiamo i denti perché ci crediamo, ma queste risorse sono irrinunciabili affinché la giustizia possa andare avanti. Si parla di stabilizzarne la metà, e così saremmo già in gravi difficoltà. I concorsi? Per quale motivo gravare sulle tasche dei cittadini, perché i concorsi hanno un costo, quando abbiamo già il personale formato e operativo? Sono soldi dei contribuenti che andrebbero sprecati e questo i cittadini devono saperlo».

La situazione a Busto

A Busto i precari in cerca di stabilizzazione sono 46: 39 funzionari dell’Ufficio del Processo, quattro operatori data entry e tre tecnici amministrativi. Assunti con risorse provenienti dal Pnrr, allo scopo di sostenere gli uffici giudiziari, a febbraio 2022. Due anni e sette mesi la durata del rapporto di lavoro prevista, con successiva proroga fino a giugno 2026. Da giugno dell’anno prossino il buio. La Commissione istituita a febbraio 2025 per definire i criteri di selezione avrebbe dovuto concludere i lavori in 60 giorni. Ma ancora non si sa nulla. In vista ci sarebbe un Concorso per quasi 3.000 “ingressi”. Ma i posti per funzionari sono pochi, appena 370, 32 nel Distretto di Milano. Solo a Busto siamo in 39. Il grosso delle figure previste è per il ruolo di assistenti. Dunque i funzionari che dovessero iscriversi e vincere sarebbero demansionati. Che cosa devono fare, i funzionari? Restare dove sono sperando di essere tra i selezionati? O partecipare al concorso, accettando un eventuale demansionamento? Il rischio, nel frattempo, è che sulla giustizia cada l’ennesima tegola e che la coperta già risicata diventi ancora più corta con richieste di efficientamento del sistema al quale, però, vengono costantemente sottratte risorse.

Precari della giustizia in sciopero, presidio davanti al Tribunale di Busto Arsizio

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