BUSTO ARSIZIO – Si riempiono gli scatoloni a villa Ottolini Tovaglieri: stanno per iniziare i lavori di ristrutturazione dello storico edificio e gli uffici comunali, tra cui quello dell’assessore alla cultura Manuela Maffioli, traslocano nell’ala di palazzo Gilardoni che in passato era stata destinata alla Polizia di Stato. Il restauro vero e proprio, che toccherà principalmente facciate, tetto e ferri battuti liberty, prenderà il via a metà giugno e durerà otto-dieci mesi circa. Un investimento da 1,1 milioni di euro.
La Villa si rifà il look

«Un ulteriore investimento nel patrimonio sul fronte culturale – lo definisce con orgoglio l’assessore a cultura e identità Manuela Maffioli – dopo i musei tocca a una villa storica a destinazione quasi esclusivamente culturale». È una delle ville comunali più preziose, Villa Ottolini Tovaglieri: progettata dall’architetto Camillo Crespi Balbi e costruita per l’imprenditore tessile Enrico Ottolini nel 1903, secondo i canoni dell’eclettismo architettonico lombardo di inizio novecento con una ricercatezza formale ricca di riferimenti storici dell’architettura antica, soprattutto medioevale e rinascimentale. «Non è una villa liberty – precisa l’assessore – l’elemento liberty sono i ferri battuti del Mazzucotelli». Ma anche il trattamento degli architravi dei serramenti esterni e il largo impiego di vetrate colorate nella decorazione interna rappresentano un’influenza dello stile.
Gli interventi
«I ferri battuti verranno restaurati» chiariscono da Agesp Spa, la partecipata comunale che curerà i lavori. Si inizia il 18 maggio, con una prima fase che comprende l’eliminazione e lo smaltimento dell’eternit da alcuni pavimenti. Poi da metà giugno partiranno i lavori di restauro e valorizzazione veri e propri. A partire dalla rampa reversibile con servoscala per l’accesso al piano rialzato, che eliminerà le barriere architettoniche per l’ingresso agli uffici comunali, mentre non è stato possibile per motivi strutturali realizzare un ascensore esterno.
E poi verranno consolidati e restaurati i balconi storici (sul balcone sud è previsto il recupero delle parti crollate mediante integrazione con elementi in pietra di Sarnico, distinguibili dagli originali grazie all’incisione della data “2026”), restaurate anche le balaustre delle terrazze, con l’installazione di nuovi parapetti in vetro per la loro sicurezza. E ancora, interventi su camini e comignoli, ricostruzione di uno dei torrini, rifacimento delle impermeabilizzazioni delle terrazze, smantellamento e rifacimento della copertura in coppi con recupero dei materiali originali esistenti, sostituzione dei lucernari e installazione di sistemi di sicurezza per future manutenzioni. Infine, il restauro delle superfici esterne in pietra naturale, la verifica degli apparati decorativi in ferro battuto e il recupero delle decorazioni pittoriche a ramage, oggi in gran parte deteriorate o scomparse.
Cosa cambia
In tutto, opere per 1,1 milioni di euro, finanziate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Lavori necessari perché esternamente è in condizioni pericolose – fa notare il sindaco Emanuele Antonelli – all’interno non si toccherà quasi niente. Gli interni, ma anche le vetrate, saranno il prossimo intervento da programmare». E Antonelli si lascia scappare che «stiamo facendo talmente tanti lavori che chi verrà dopo di me non avrà niente da fare». Nel frattempo è in corso il trasloco degli uffici cultura, didattica museale e musei – 15 persone in tutto, compreso l’assessore e gli addetti del servizio civile – che da domani, 12 maggio, si trasferiranno temporaneamente nell’ala dell’ex Polizia di Stato di palazzo Gilardoni (numeri di telefono e email rimarranno invariate), per poi rientrare “alla base” una volta terminati i lavori di restauro, che permetteranno anche di tornare ad utilizzare l’ultimo piano della Villa. Off limits anche la “Casa del Novecento”, con le sedi delle associazioni della memoria, e il SIL, di competenza dei servizi sociali.
Busto c’è il progetto da 1,1 milioni per il restauro di villa Tovaglieri
