BUSTO ARSIZIO – Riparte l’iter del Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile. Ma si porta dietro la “tegola” della polemica sollevata dall’ex assessore alla mobilità sostenibile Salvatore Loschiavo, che accusa apertamente la maggioranza di aver «perso 9 milioni di euro» di finanziamenti per il progetto proprio a causa dello stop al Pums, decretato la scorsa primavera in quanto considerato «troppo di sinistra». Nel mirino finiscono soprattutto l’attuale delegato alla mobilità Matteo Sabba e l’ex assessore alla viabilità (prima di Loschiavo) Max Rogora, considerati i principali fautori dell’affondamento del PUMS di Loschiavo. «Dovrebbero dimettersi» non usa mezzi termini la presidente di Legambiente Paola Gandini.
Il nuovo PUMS
Rinfocola la polemica sulla mobilità sostenibile. Proprio quando la maggioranza di centrodestra, con un vertice tra gli alleati che si è tenuto venerdì scorso, riapre il dossier del Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), con l’obiettivo di portarlo in approvazione dopo oltre un anno nel cassetto. In regia stavolta ci sono l’assessore alla partita Matteo Sabba e il consigliere delegato alla viabilità Alex Gorletta, che nei mesi scorsi hanno raccolto i suggerimenti delle forze politiche e hanno sollecitato gli estensori del PUMS a modificarlo di conseguenza. Il nuovo documento contiene meno vincoli e meno indicazioni di dettaglio rispetto alla versione originaria che la maggioranza aveva bocciato. Ad esempio, l’allargamento della ZTL è meno definito e più accennato, così come sparisce l’elenco delle zone 30 che era stato previsto inizialmente. Ora prenderà il via il confronto in maggioranza per arrivare ad una quadra condivisa.
La polemica
Busto, la maggioranza affossa il Pums dell’assessore Loschiavo. «Troppo di sinistra»
