Busto, sale piene per il referendum. Il Pm Villa: «5 cambi di carriera, io un mostro?»

Nel riquadro, il Procuratore del Tribunale dei Minorenni di Milano Luca Villa

BUSTO ARSIZIO – Referendum sulla giustizia, un dibattito tira l’altro. E le sale si riempiono. Anche in “concorrenza” con il Festival di Sanremo, com’è successo ieri sera, 26 febbraio, per l’evento organizzato dal fronte del No ai Molini Marzoli, presente tra il pubblico anche il sindaco Emanuele Antonelli. Solo tre giorni prima, lunedì 23, il dibattito tra le ragioni del Sì e del No voluto da Upel aveva gremito la stessa sala Tramogge. E nelle prossime settimane in agenda si stanno accumulando i confronti sul territorio.

La “rivelazione” del Procuratore

«Da tanto mancava questa cittadinanza attiva, verrà ricordato come un periodo importante della nostra storia» sostiene Luca Villa, Procuratore della Repubblica del Tribunale dei Minorenni di Milano, già Pm a Busto Arsizio negli anni ’90, tra i protagonisti del dibattito per il No di ieri sera. «Io sono un mostro – il magistrato Villa si è presentato provocatoriamente così alla platea – non ho ancora trovato nessun collega che, come me, ha fatto cinque cambi di carriera». Un testimonial più unico che raro contro la separazione delle carriere: «Ho fatto il giudice per 25 anni e oggi sono tornato a fare il Procuratore, ma le diverse esperienze sono un vantaggio per i cittadini. E vado a prendere il caffè anche con tanti avvocati, ma questo non influisce sul mio lavoro».

Il dibattito

Con lui sul palco della Sala Tramogge anche l’avvocato Andrea Prestinoni, del comitato del No di Varese, che ha parlato di una «riforma pericolosa», e il giudice del tribunale di Busto Arsizio Stefano Colombo, che l’ha definita «inutile e costosa», anche perché «non migliora i tempi dei processi e non rende più efficiente la giustizia». Tra il pubblico, a osservare in silenzio, c’era anche il sindaco Emanuele Antonelli, esponente di Fratelli d’Italia che è il partito del premier Giorgia Meloni e che ha indicato il ministro della giustizia Carlo Nordio.

Il precedente

Lunedì sera la sala Tramogge si era riempita anche per il dibattito tra le ragioni del Sì e del No organizzato dall’Upel, l’associazione degli enti locali diretta dal segretario generale del Comune di Busto Arsizio Claudio Biondi. Sul palco, moderati dal giornalista Matteo Inzaghi, per il Sì c’erano gli avvocati Luca Marsico e Samuele Genoni, e per il No il Pm Massimo De Filippo e l’avvocato Fabio Ambrosetti. Qualche scintilla non è mancata, anche se nel segno di un grande fair play.

E i successivi

E tra qualche giorno, martedì 3 marzo alle 21, gli stessi protagonisti – fatto salvo Marsico che sarà “rimpiazzato” dal presidente della Camera Penale di Busto Arsizio Tiberio Massironi – si ritroveranno su un altro “ring”, quello approntato dall’associazione l’Officina delle Idee 2.0 di Gigi Farioli a Villa Calcaterra con i movimenti giovanili a fare le domande e la vicecoordinatrice regionale di Forza Italia Giovani Giada Martucci a tirare le conclusioni. Ma le agende del referendum si vanno riempiendo: lunedì 2 marzo a Gallarate si confrontano il Pm De Filippo e l’avvocato Massironi, mentre l’avvocato Giorgio Albè ha programmato per lunedì 16 marzo, sempre ai Molini Marzoli, un altro appuntamento a favore del No – intitolato “Il No ha delle ragioni che il Sì non conosce” – alla presenza della scrittrice e storica Benedetta Tobagi, dei giudici Anna Giorgetti e Franca Molinari, e degli avvocati Liberto Losa, Ermanno Talamone e Giorgio Albè.

Sottotraccia: il referendum e poi

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