Busto, scintille in consiglio. Cascio contro il rimpasto: «Spettacolo indecoroso»

BUSTO ARSIZIO – È ancora scontro frontale tra il sindaco Emanuele Antonelli e l’opposizione sulle verifiche programmatiche di mandato. Anche questa volta è Santo Cascio (Progetto in Comune) a innescare l’ira del primo cittadino. «Non va bene niente? Mi spiace, c’è questa amministrazione e deve sopportarla» la risposta di Antonelli che aggira le domande di Cascio. La giunta incassa la fiducia da una maggioranza di centrodestra che resta praticamente in silenzio (l’unico intervento, contro l’opposizione, è del “Fratello” Max Rogora), ma è proprio Cascio a sollevare il tema del rimpasto: «Uno spettacolo indecoroso, che nasce da un consigliere che ha cambiato casacca. Sindaco, faccia qui il pugno duro con i suoi e li metta a ragione».

La scintilla

L’idillio in aula con il dibattito costruttivo sul Pgt, primo punto all’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri, 23 luglio, non è durato. Già sul punto successivo – la verifica delle linee programmatiche di mandato della giunta – è scontro frontale tra il sindaco e i gruppi di minoranza. In particolare sono i civici a far «cadere le braccia» – testuale – ad Antonelli. Santo Cascio che mette in fila una serie di questioni irrisolte – il caso derivati, il ripristino dei lampioni di Richino Castiglioni, la sistemazione delle aree che si affacciano sul sottopasso di Sant’Anna – e Gianluca Castiglioni (BaC) che torna sul caso della raccolta rifiuti sottolineando che «ci sono dei punti da chiarire» dall’accesso al centro multiraccolta al problema dell’evasione Tari fino all’esigenza di bidoni per la raccolta dei sacchi rossi per pannolini e pannoloni.

Lo scontro frontale

«Mi cadono le braccia, non so cosa rispondere» tuona il sindaco Antonelli. Che a Castiglioni dice che «sono cose che abbiamo discusso e approvato in consiglio, voi no chiaramente perché i partiti del No sono sempre contro», mentre a Cascio rinfaccia che «quando ci sono più di sei persone tra il pubblico deve fare il suo show. Non va bene niente? Mi spiace, purtroppo c’è questa amministrazione e deve sopportarla». Il consigliere di Progetto in Comune non ci sta: «Sindaco, lei così non rappresenta i cittadini, risponda sui contenuti. Se afferma queste cose non è in grado di dirigere questo comune, non esco solo per rispetto dei cittadini. Offendere i consiglieri invece di rispondere non le rende merito all’intelligenza che dice di avere». Ma Antonelli: «È lei che quando parla offende veramente ma non se ne rende conto. Io non offendo mai per primo. È importante che rappresento tutti i cittadini di Busto Arsizio, escluso lei, e mi hanno votato in tanti». E, a domanda di Maurizio Maggioni (PD), chiarisce che «le linee programmatiche verranno adeguate, ormai tutto cambia così in fretta. Ma fare di più di quello che stiamo facendo è veramente difficile».

La maggioranza non rivendica

Per la maggioranza parla solo Max Rogora (FdI), e lo fa per tirare bordate all’opposizione: «Sono stanco di sentire sempre le stesse cose, con il vostro lavoro Busto sarebbe stata ancora una foresta». Ma Castiglioni non ci sta: «Siamo qui in consiglio per fare delle domande e se possibile ricevere delle risposte». Nello scontro in aula, l’ennesimo, le linee programmatiche finiscono inevitabilmente in secondo piano. E la maggioranza, che forse pensa ancora al rimpasto rimandato a settembre, si dimentica di rivendicare gli obiettivi raggiunti. Ma la giunta – forse stavolta davvero all'”ultimo ballo” in consiglio – incassa il voto di fiducia compatto della maggioranza.

Cascio boccia il rimpasto

A farlo notare, negli interventi liberi, è proprio Santo Cascio, che rivolge un «appello ai segretari di partito locali, provinciali e anche più in su», ad «interrompere lo spettacolo indecoroso del rimpasto». Proprio in considerazione del voto sulle linee programmatiche di mandato: «Esprimono fiducia nell’operato degli assessori, e poi sotto banco lavorano per capitozzare qualche assessore. – fa notare il consigliere di Progetto in Comune – non condivido tutte le scelte ma li ammiro per competenza, coraggio e voglia di fare. Anche il sindaco, nonostante il suo caratteraccio». Per Cascio «i cittadini sono stufi, non stupiamoci della disaffezione se lo spettacolo che diamo è questo e se si valuteranno gli assessori non per competenze ma per un equilibrio di partito, che nasce da un consigliere che ha cambiato casacca». Riferimento a Max Rogora passato dalla Lega ai Fratelli. «C’è poco da ridere – va avanti il consigliere civico di centrosinistra – oggi la usate per fare la testa a qualche assessore. Ma facciano una mozione di sfiducia, non si nascondano dietro al manuale Cencelli. È indecoroso rispetto ai cittadini, uno spettacolo di bassa politica». Così l’ultimo appello è al sindaco Antonelli: «Faccia il pugno duro con i suoi e li metta a ragione. Questa è una squadra che ha scelto lei, finché c’è fiducia non deve succedere nulla».

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