BUSTO ARSIZIO – Una scuola islamica nell’ex pizzeria di corso Italia. La notizia, che ha iniziato a circolare da qualche giorno tra i residenti che abitano nella zona, ha destato stupore e anche un po’ di preoccupazione.
Una scuola islamica
Non sarà una moschea, anche se nei giorni delle feste religiose islamiche non è escluso che si possa pregare. E non sarà nemmeno una scuola che andrà a sostituire i percorsi didattici esistenti in città. A dire il vero, non rappresenta nemmeno una novità per Busto, città che registra la presenza di un paio di realtà simili a quella che aprirà all’angolo con via Rossini.
Niente allarmismi
Però, senza fare inutili e qualunquistici allarmismi e con il dovere di registrare il sentimento di chi abita nel quartiere, la notizia non è passata sotto silenzio per via del particolare e delicato momento storico che stiamo vivendo e per il conflitto che che sta coinvolgendo Israele e la Striscia di Gaza. L’ex pizzeria in questione è il Ciclope, storico locale bustocco che da qualche tempo però ha chiuso l’attività (e riaperto in via Pozzi). Per mesi, infatti, passando da lì si notava un cartello “affittasi”. Tolto.
Niente insegne per il momento
E il motivo è presto detto. «Di giorno no – raccontano i residenti del quartiere – ma ultimamente nel tardo pomeriggio si vedono alcune persone che entrano. Pare stiano facendo dei lavori». Se si osservano le vetrine è quasi impossibile capire cosa stia accadendo: non ci sono insegne, anzi sul vetro d’ingresso c’è ancora un adesivo che “sponsorizza” una marca di mozzarelle. Se però si chiede in giro, c’è chi parla di una scuola islamica che verrà gestita da un’associazione.
Palazzo Gilardoni “sul pezzo”
Possibile? Certo: da quel che si sa si tratterebbe di una realtà già presente in città. Quindi conosciuta e riconosciuta dalle varie istituzioni e dagli enti di controllo. E la scuola islamica che dovrebbe aprire in corso Italia all’angolo con via Rossini ha tutte le carte (intese come documenti necessari) in regola. Si tratterà di un luogo di incontro e di aggregazione della comunità musulmana presente in zona e, all’occorrenza, di culto. Si sa anche che a Palazzo Gilardoni si è a conoscenza della conversione dell’ex pizzeria e che con i rappresentanti islamici c’è stato e probabilmente c’è un dialogo in corso.
