BUSTO ARSIZIO – Sette mesi di attesa per la nomina di un amministratore di sostegno destinato a un anziano con deficit cognitivo, mentre la procedura resta ancora senza una conclusione. È la vicenda denunciata da uno dei familiari, che punta il dito contro i tempi della giustizia e contro un errore amministrativo che avrebbe ulteriormente rallentato l’iter. Il Tribunale bustocco sconta una pesante carenza d’organico su tutti i fronti, ma sette mesi sono un periodo d’attesa pesante per chi si trova in difficoltà.
La richiesta
La domanda è stata depositata il 7 gennaio al Tribunale di Busto Arsizio, corredata dalla documentazione necessaria. Secondo quanto riferito dal familiare, l’istanza è stata predisposta con il supporto dei Servizi sociali del Comune di residenza dell’anziano. «In questo – spiega il figlio – sono stato molto ben seguito dai Servizi Sociali del Comune di Gallarate».
L’obiettivo della procedura è garantire la tutela di una persona ritenuta particolarmente fragile, evitando che possa essere esposta a possibili raggiri o approfittamenti.
Nessuna opposizione
Secondo il racconto della famiglia, tutti i soggetti interessati sono concordi sulla necessità di nominare un amministratore di sostegno e sulla scelta che si tratti di una figura terza, senza contrasti tra i parenti. Nonostante questo, la procedura non si è conclusa nei tempi attesi. Il termine previsto per il riscontro è di 60 giorni, anche se non ha carattere perentorio.
L’accesso agli atti
Nel corso dell’iter uno dei due figli si è visto negare l’accesso al fascicolo. «Mio fratello si è visto negare un accesso agli atti. Questo perché a parere dell’ufficio non si sarebbe ben qualificato quale familiare». Una circostanza che, secondo quanto riferito, sarebbe avvenuta nonostante nella documentazione depositata fossero indicati tutti i componenti della famiglia.
Lo scambio di persona
Dopo l’udienza, l’attesa è proseguita fino alla fine di luglio, quando la famiglia ha scoperto che il fascicolo era stato trasmesso al Tribunale di Alessandria per una presunta incompetenza territoriale. «Scopro, controllando l’app Giustizia Civile, che il fascicolo relativo alla nostra richiesta è stato inviato al Tribunale di Alessandria per competenza».
La motivazione fornita sarebbe stata quella della competenza territoriale. Una ricostruzione che, secondo il familiare, non trovava riscontro, dal momento che l’anziano risiede nello stesso Comune, cioè Gallarate, dal 1968.
L’errore sarebbe stato successivamente ricondotto a uno scambio di persona tra il beneficiario della procedura e un altro componente della famiglia, ovvero il secondo figlio dell’anziano, residente in provincia di Alessandria. «Si è trattato di uno scambio di persona». Accertato l’equivoco, gli uffici giudiziari avrebbero restituito il fascicolo al Tribunale di Busto Arsizio.
L’attesa continua
La pratica è quindi tornata all’ufficio giudiziario competente, ma l’iter non risulta ancora concluso. Nel frattempo l’attività degli uffici ha subito il fisiologico rallentamento del periodo estivo. «Siamo ad agosto. Il Tribunale di Busto è tornato ad occuparsi della nostra richiesta, va detto». La preoccupazione della famiglia riguarda soprattutto i tempi ancora incerti. «E dopo sette mesi non abbiamo idea di una tempistica per far fronte a una necessità importante di una persona anziana».
