BUSTO ARSIZIO – «Mi ha picchiata e violentata». Il racconto della vittima, sentita oggi, martedì 22 ottobre, in aula davanti ai giudici del tribunale di Busto Arsizio è l’antitesi di quello che dovrebbe essere il primo amore. Un amore adolescenziale, sognante e appassionato, magari nato tra i banchi di scuola.
L’incontro a scuola
E questo, quello dell’infatuazione nata tra i banchi di scuola, è il solo elemento che accomuna la vicenda giudiziaria all’ideale romantico. Perché a scuola lei, quasi 15enne, incontra lui, da poco maggiorenne. Si piacciono, si avvicinano, si conoscono e iniziano a frequentarsi. Sin qui niente di strano. L’incubo inizia quando lui mostra le sue vere intenzioni. Pochi sentimenti, molto sesso. Anche se lei non vuole.
Abusi e botte
Sono questi i fatti accaduti a cavallo tra il 2022 e il 2023 che la giovanissima ha raccontato in aula. Fatti riferiti a quando lei aveva tra i 14 e i 15 anni. Una ragazzina che quando diceva no, quando diceva che non voleva avere rapporti, veniva, così ha spiegato in aula, malmenata dal fidanzato. Lei supplicava, lui non si fermava e, anzi, le diceva che davanti ai suoi no, davanti alle botte, era ancora più spronato. E’ un inferno quello che la giovane spiega. Una spirale di violenza anche psicologica che termina nel momento in cui trova il coraggio di confidare tutto alla madre.
Le conseguenze del trauma
Una madre che davanti a quella figlia che si spegneva giorno dopo giorno non sapeva più che cosa fare. E’ la stessa donna che, sempre oggi, in aula, ha raccontato le conseguenze che quanto contestato all’imputato hanno avuto sulla figlia adolescente. La ragazza, infatti, al secondo anno delle superiori ha abbandonato la scuola. Era svuotata, distante dalla vita di una normale adolescente. Disinteressata. Una discesa in picchiata culminata con problemi di anoressia, come se la ragazzina volesse scomparire. Letteralmente. La confessione alla madre di quanto subito ha riacceso la luce. La denuncia è scattata subito e ora la vicenda è arrivata a processo.
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