CADREZZATE – Gli inquirenti erano sulle tracce di Elia Del Grande, catturato ieri, martedì 12 novembre, a Cadrezzate dopo una fuga di 13 giorni, già da venerdì. «Venerdì c’è stato un primo blitz – spiega il sindaco di Cadrezzate Cristian Robustellini – i Carabinieri hanno controllato almeno tre case tra Cadrezzate e la vicina Monate». Sul posto anche i vigili del fuoco. «Sono state controllate anche le spiagge sul lago. I lidi con gli attracchi privati dei pedalò». È poi emerso che Del Grande utilizzava proprio un pedalò per spostarsi di notte sul lago evitando così i posti di controllo lungo le strade. Venerdì il 40enne, condannato a 30 anni per aver sterminato la famiglia nel 98 sempre a Cadrezzate, è riuscito a sparire.
E’ tornata la serenità
«Lo vediamo ripassare domenica notte, sempre in zona pedalò, dalle nostre telecamere di videosorveglianza da subito messe a disposizione degli inquirenti», spiega ancora il sindaco. «La zona intorno alla casa di Del Grande in via Matteotti è stata cinturata – spiega il primo cittadino – Pochi minuti e i Carabinieri lo hanno preso bloccando ogni possibile via di fuga». Va detto che il 49enne si è lasciato catturare senza opporre alcuna resistenza, quasi sereno nella consapevolezza che la fuga era finita non ha detto una parola nemmeno dopo essere stato portato in caserma. «Io voglio ringraziare i Carabinieri e la magistratura per aver portato serenità in paese».
Non pensavamo tornasse a Cadrezzate
Di quella cattura in diretta, in realtà, a Cadrezzate in pochi si sono immediatamente resi conto. «Abbiamo visto la strada chiusa -spiega Liana, che abita e lavora proprio davanti all’abitazione di Del Grande – Ci siamo resi conto che qualcosa stava accadendo, ma è durato pochi minuti. Ho subito pensato che potesse essere collegato alle ricerche di Del Grande ovviamente visto il luogo ma non ho visto quando è stato preso o portato via. Anche se in realtà non abbiamo mai creduto che sarebbe tornato qui, nel primo posto dove lo avrebbero cercato. Le persiane dell’abitazione sono state chiuse». Liana aggiunge anche che nei due anni in cui Del Grande «ha vissuto qui non ha mai dato un problema. Usciva per andare a lavorare la mattina e rincasava la sera. Una presenza del tutto discreta».
Chi lo ha aiutato?
Sono due i fascicoli d’indagine aperti, dalla Procura di Varese e da quella di Modena, per accertare se qualcuno ha aiutato Elia Del Grande a fuggire dalla casa-lavoro del Modenese e a nascondersi per 13 giorni nel Varesotto. Per gli inquirenti è improbabile che l’uomo da solo sia riuscito a scappare, a raggiungere la provincia di Varese dall’Emilia e a restare nei boschi per quasi due settimane. Del Grande ha trascorso la notte nel carcere di Varese (considerata la tappa di un trasferimento coatto), in attesa che il magistrato di Sorveglianza di Modena disponga una nuova misura di sicurezza a suo carico. Il 49enne, che al momento della cattura non ha opposto resistenza, non è in stato d’arresto: la sua non è stata infatti un’evasione, ma la violazione di una misura di sorveglianza speciale.
Cadrezzate, i Pm: «Del Grande è stato aiutato nella fuga». Il video della cattura
