LUVINATE –Dopo gli incendi, i danni della tempesta Alex nel 2020 e i nuovi schianti provocati dagli eventi estremi che hanno colpito il bosco negli ultimi anni, è partito da Luvinate un nuovo intervento forestale sul Campo dei Fiori. I lavori, promossi dal Comune, per un investimento di oltre 100.000 euro sono possibili grazie alla misura straordinaria “Siti naturali UNESCO per il Clima” all’adattamento ai cambiamenti climatici promosso dal Ministero dell’Agricoltuta e Foreste.
La situazione
L’intervento
L’area dell’intervento riguarderà un territorio lungo il versante sud del Campo dei Campo dei Fiori lungo il lato destro del sentiero Dal Zotto a partire da una quota di circa 715 m s.l.m. sino ad un quota di circa 870 m s.l.m. con un dislivello totale di 155 m, tra la Valle detta Il Vallegiaccio e la Valle degli Orti, affluenti del torrente Tinella, poco prima della località denominata Sas del Signur da cui si diparte il sentiero denominato Sant’Uberto.
Saranno realizzati interventi di gestione della vegetazione, recupero della necromassa e diradamento selettivo. Una parte importante del lavoro riguarderà il materiale legnoso morto: complessivamente sono stati individuati circa 515 metri cubi di necromassa da trattare e sistemare. Il legno non verrà rimosso: in diversi punti sarà organizzato direttamente sul terreno, anche attraverso piccoli accumuli e sistemazioni con materiale locale, così da contribuire alla protezione del suolo, rallentare il deflusso dell’acqua e offrire rifugio alla fauna e ai processi naturali di decomposizione. Dove la rinnovazione naturale è già presente, sarà invece lasciato spazio al bosco.
Le nuove piante
I boschi come infrastrutture
«I boschi non sono semplici aree verdi, ma sono sempre più da considerare alla pari di infrastrutture critiche essenziali per la convivenza ed il vivere, come ponti, aeroporti, ospedali. Per questo occorrono risorse, legislazioni adeguate e politiche di sostegno e monitoraggio continue. Come Luvinate, nel nostro piccolo –sottolinea il sindaco Alessandro Boriani– dall’incendio del 2017 abbiamo lavorato in questo senso e continueremo secondo gli strumenti e le possibilità oggi presenti, a partire dall’esperienza di ASFO Valli delle Sorgenti».
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