Forza Italia in fibrillazione: Tramontana gela l’asse con il PD in Provincia

Rosario Tramontana

VARESE – Il vento di (Rosario) Tramontana “gela” l’annunciata volontà di Forza Italia di proseguire l’esperienza politica a braccetto con il PD a Villa Recalcati, con Marco Magrini ricandidato.

Forza Italia in fibrillazione

La dichiarazione del consigliere forzista Matteo Marchesi ha fatto divampare l’incendio, prima che nel centrodestra, spiazzato dall’intervento del sindaco di Sangiano, dentro Forza Italia. Le chat azzurre, raccontano gli insider, hanno vissuto ore piuttosto infuocate, poiché non tutti nel partito azzurro hanno condiviso la presa di posizione del gruppo consiliare di Villa Recalcati, che vede, oltre ai forzisti, anche Noi Moderati e Azione. E dopo ore di fibrillazione, nelle serata di ieri (giovedì 17 settembre), si è fatta sentire una voce ufficiale, quella del referente provinciale degli Enti  Locali, Rosario Tramontana, che, seppur in punta di piedi, ha imposto (o tentato di imporre) uno stop all’asse rosso-azzurro che regge da quasi quattro anni Villa Recalcati.

La nota di Forza Italia

In merito alla recente votazione del Ptcp a Villa Recalcati, Forza Italia ribadisce la piena condivisione del provvedimento, un importante strumento amministrativo per lo sviluppo del nostro territorio, sostenuto da una larghissima maggioranza in Consiglio Provinciale. Dal punto di vista politico, siamo invece al lavoro per dare l’anno prossimo agli oltre 40 comuni che andranno al voto e all’Ente Provincia, la migliore governabilità all’interno di un progetto e di un percorso condiviso.  Un percorso che si svolge in modo coerente nell’alveo del centrodestra, di cui siamo i fondatori a livello nazionale e che a livello locale ci ha visto protagonisti solo pochi mesi fa con le vittorie di Somma Lombardo e Luino, in alternativa al centrosinistra. Ogni dichiarazione che si discosta da questa cornice, più o meno correttamente riportata, riflette il pensiero o l’auspicio di singoli esponenti che rispettiamo ma che si spiegano all’interno di dinamiche amministrative e non politiche.

Gioco tra correnti?

È davvero sorprendente come Forza Italia fa e disfa nell’arco di 24 ore. E dà la sensazione di un partito in cui la mano destra non sa cosa stia facendo la mano sinistra. Cioè, possibile che in Forza Italia nessuno sia stato avvertito per tempo della presa di posizione del gruppo consiliare? Possibile che la dichiarazione di un consigliere provinciale, che è pure capogruppo, oltre che sindaco, sia frutto del ragionamento di «un singolo esponente» (come scrive Tramontana senza nemmeno fare nome e cognome) e non abbia avuto all’interno del partito una condivisione con altri esponenti che ricoprono ruoli di comando? Anche perché non risulta alcuna presa di posizione differente da parte dei consiglieri della Provincia al Centro. Dopo l’intervento di Marchesi le bocche di Enrico Vettori e del vicepresidente Giacomo Iametti sono rimaste cucite. Non una parola di distinguo. Se davvero il capogruppo è uscito dal seminato, come mai nessuno ha chiesto la parola per mettere nero su bianco la posizione ufficiale del partito? E non si dica che il documento è stato tenuto segreto o che non lo sapevano.

Insomma, fa sorridere che il giorno prima un forzista metta a segno un punto politico e il giorno dopo un altro esponente del medesimo partito debba rincorrere per mettere la pezza al buco ormai evidente. Perché è evidente, anzi è ormai plastica, la divisione interna forzista tra chi tira per aprire il dialogo seguendo nuovi percorsi, tra l’altro testati in quattro anni di amministrazione provinciale, e chi prova a “congelare”, anzi a sminuire il lavoro fatto bollandolo come una «semplice dinamica amministrativa».

Diciamolo subito: l’alleanza Pd-Forza Italia, che trova un senso concreto nell’ente di secondo livello, non è riproducibile su scala comunale. Ma è anche vero che nel corso del mandato, in Provincia, proprio Forza Italia (anzi tutta la Provincia al centro) ha assunto posizioni politiche che poco hanno a che fare con l’impianto del centrodestra. Basta andare a vedere le dichiarazioni di esponenti della Provincia al centro su un tema come il Pride, ad esempio.

E anche il fatto che, alla fine di una giornata ricca di fibrillazione, a far sentire la voce ufficiale del partito sia il referente degli Enti locali e non il segretario provinciale Simone Longhini lascia spazio a diverse interpretazioni. E a più di una domanda: chi guida il partito? Chi detta la linea di Forza Italia? Rosario Tramontana, Matteo Marchesi o Simone Longhini? O nessuno dei tre?

I comunicati dicono una cosa, ma poi…

Certo, i comunicati arrivano e lasciano intendere che gli azzurri sono belli compatti, convinti e aggrappati al centrodestra. Poi però, a microfoni spenti e lontano dai riflettori, sono diversi gli esponenti di Forza Italia che “smentiscono” le veline ufficiali. E questi dissidenti come li dobbiamo chiamare? Forse singoli esponenti oppure azzurri appartenenti a una delle correnti interne a Forza Italia?

Ecco, forse è bene che Forza Italia faccia chiarezza e spieghi con azioni politiche concrete che il partito, come dice Tramontana, è davvero allineato, senza ricorrere a comunicati che hanno il sapore di voler chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Le fughe in avanti, i giri di valzer, i passi indietro sono liturgie che creano allergia a chi poi deve andare a votare, ovvero i cittadini.

Visited 23 times, 23 visit(s) today