Candidature a Milano, scontro nel centrodestra tra Lega e Forza Italia

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Matteo Perego, Silvia Sardone e Maurizio Lupi
MILANO – La corsa per Palazzo Marino entra in una fase calda e ricca di fibrillazioni. Tra veti incrociati, spinte civiche e pressing d’area, la scacchiera politica milanese vive ore decisive per la definizione dei candidati, dei perimetri di coalizione e degli strumenti per la selezione dei leader.

Centrodestra: strappo sulle primarie

Nel centrodestra la tensione è salita alle stelle nelle ultime ore attorno alla proposta avanzata dalla Lega e da Matteo Salvini di svolgere primarie di coalizione a novembre, nei quartieri della città, tra la vicesegretaria leghista Silvia Sardone, il sottosegretario di Forza Italia Matteo Perego di Cremnago e Maurizio Lupi per Noi Moderati. La reazione di Forza Italia è stata durissima: il coordinatore lombardo Alessandro Sorte ha gelato l’ipotesi chiedendo regole certe ed evocando lo scenario di uscite separate al primo turno (“Se la Lega vuole, vada da sola”, richiamando il primo modello Albertini). Pronta la contro-replica della Lega attraverso il segretario provinciale Samuele Piscina, che ha definito l’ipotesi di corse in solitaria un vero e proprio regalo alla sinistra. A tentare di ricucire lo strappo è intervenuto il presidente del Senato Ignazio La Russa, invitando ad evitare muri contro muri e ricordando che non si può liquidare la richiesta di un alleato importante.

La candidatura di Carmelo Burgio

Sul fronte esterno alle forze tradizionali di centrodestra si muove la candidatura autonoma di Carmelo Burgio, sostenuto dal movimento Futuro Nazionale. L’ex generale di corpo d’armata dei Carabinieri ha illustrato la propria ricetta per la città ponendo al centro il tema della legalità e del controllo del territorio. Intervistato sulla gestione dell’ordine pubblico, Burgio ha dichiarato che per garantire la sicurezza a Milano sia necessaria un’azione improntata all’«aggressività», posizionando la sua proposta civico-militare del “Modello Milano” direttamente sui temi del contrasto alla microcriminalità e del presidio dei quartieri.

Centrosinistra: l’accelerazione di Calabresi

Sul fronte opposto, il centrosinistra registra la mossa di Mario Calabresi. L’ex direttore di Repubblica e della Stampa ha aperto ufficialmente alla candidatura e alla partecipazione alle primarie di coalizione per raccogliere l’eredità di Beppe Sala. Calabresi incassa un favorevole accoglimento dall’area riformista, ma deve fare i conti con la concorrenza interna del capogruppo Dem in Regione Pierfrancesco Majorino, figura di forte peso dell’ala sinistra con radicato seguito nell’apparato cittadino. In parallelo restano accesi i fari sulla tenuta complessiva dell’alleanza estesa: Azione e Italia Viva continuano a guardare con prudenza sia al metodo delle primarie sia all’eventuale perimetro con il MoVimento 5 Stelle, i cui veti incrociati rischiano di condizionare la stabilità della coalizione.

Sensazioni, terzi poli e scenari da ballottaggio

Il clima complessivo nei palazzi della politica milanese resta improntato a grande tatticismo. Con le due coalizioni principali attraversate da veti interni e l’emersione di candidature civiche e identitarie pronte a correre da sole, si fa strada l’ipotesi di un primo turno frammentato. In questo scenario, le forze autonome e i terzi poli puntano a pesarsi direttamente alle urne, scommettendo di diventare l’incastro decisivo negli accordi e negli apparentamenti in vista del ballottaggio.
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