Cardano, i cittadini di via Alpi si ribellano: «L’erba la tagliamo noi»

Cardano via alpi erba

CARDANO AL CAMPO – Tra erba alta, illuminazione mai collaudata e generale stato di degrado, la situazione di via Alpi – a Cardano al Campo – fa discutere ormai da mesi. E dopo continui rimpalli di responsabilità e accuse reciproche (tanto durante il mandato ex sindaco Maurizio Colombo quanto con l’attuale primo cittadino Lorenzo Aspesi), i cittadini esasperati hanno deciso di fare da sé. Per questo, nei giorni scorsi, sono stati proprio loro a scendere in strada, tagliando quella “giungla” che aveva ormai inghiottito panchine, cestini e giochi per bambini. 

Trenta sacchi d’erba

«Insieme ad alcuni nostri vicini – spiegano Fabrizio Schenardi e Sabrina Marchetti – abbiamo falciato il verde davanti al nostro condominio». Un’operazione tutt’altro che irrisoria, risultata in circa «trenta sacchi d’erba da portare in discarica». Ma la situazione rimane critica e «la presa in carico da parte del Comune dei lavori di lottizzazione continua a non essere fatta», raccontano. «In più siamo sempre al buio, e per il verde basta farsi un giro per capire. Restiamo in attesa di novità, ma nel frattempo l’unica cosa che ci resta è fare da noi».

Il punto sulla situazione

Sono passati anni da quando – nella zona di via Alpi e via degli Appennini – il Comune ha concesso il permesso di costruire abitazioni private. A una condizione, però: che la ditta responsabile si prendesse anche l’onere di realizzare una serie di opere pubbliche come il percorso ciclabile e il parco giochi per bambini. E proprio qui sta il problema. Perché queste possano essere prese in carico dal Comune e diventare a tutti gli effetti un bene pubblico è infatti necessario che siano collaudate, per verificare che il costruttore abbia rispettato quanto concordato in precedenza. Ma, ad anni di distanza, la situazione continua a non sbloccarsi, e l’area versa in stato di degrado. 

Le voci della politica

È passata appena qualche settimana da quando Forza Italia attaccava: «Un anno fa, chi oggi guida l’amministrazione denunciava lo stato dell’area verde. Si parlava di “mancanza di collaudo come ostacolo”, è però evidente che il problema non fosse solo tecnico, ma politico e gestionale. In altre aree – dove il collaudo è stato fatto da anni – la situazione è altrettanto pietosa. La stessa scena si ripete in molte zone della città». Il riferimento è, in particolare, a Massimo Poliseno e Paola Torno (oggi vicesindaco) che – nel 2024 – denunciavano dai banchi dell’opposizione il «comportamento irresponsabile» dell’amministrazione Colombo e dell’allora assessore Angelo Marana, colpevoli di «consentire l’accesso anche in mancanza di collaudo. Tanto più nell’area giochi utilizzata dai bambini». Ma dalla giunta, l’assessore ai Lavori pubblici Claudio Trevisan spiega: «L’area del piano che non coincide con le abitazioni – e quindi marciapiedi, verde, strade e illuminazione – non è ancora stata ceduta al Comune. C’è la necessità di completare alcuni lavori che presentano carenze tecniche o di sicurezza, da parte del privato». E solamente con il passaggio di proprietà, anche le responsabilità e i costi legati alla manutenzione saranno a tutti gli effetti un onere del Comune. Nel frattempo, c’è chi fa da sé. Ed è una sconfitta per tutti.

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