Cardano, scompare il Movimento5stelle. L’epilogo di un lento declino

Cardano scompare Movimento5stelle

CARDANO AL CAMPO – Dopo cinque anni di politica attiva con tante ombre e poche luci, termina l’esperienza del Movimento5stelle in consiglio comunale a Cardano al Campo. I grillini non sono nemmeno riusciti a presentare una lista in vista delle elezioni Amministrative del prossimo 26 maggio. E, beffa delle beffe, il candidato sindaco del 2014, Stefano Crocetti, compare nel gruppo della Lega a sostegno di Maurizio Colombo.

 La scatoletta di tonno

Quelli che avrebbero dovuto aprire il consiglio comunale «come una scatoletta di tonno» si sono invece sciolti come neve al sole, giusto per usare un altro modo di dire. Il consigliere comunale uscente Vito Sessa, che ha dignitosamente rappresentato il Movimento5stelle dopo un lungo periodo di assenteismo in aula del suo predecessore e la tragicommedia nel trovare un sostituto (tanto che Paola Macchi, ex consigliere regionale, non esitò a definirla “una vicenda incresciosa anche per noi”), si è chiamato fuori dalla partita già lo scorso gennaio. Ma da allora i grillini non sono stati capaci di riorganizzarsi, mettendo in luce tutte le lacune del gruppo cardanese.

La fine del M5S a Cardano

Il comunicato diramato nei giorni scorsi appare più come una scusa che come una reale giustificazione. «Gli attivisti del Movimento5stelle di Cardano al Campo comunicano che per problemi tecnici ed  organizzativi non presenteranno la loro lista per le comunali 2019. La causa  principale è dovuta a un sopraggiunto  problema di salute del  capolista designato come candidato sindaco e non si è fatto in tempo a riorganizzare la lista. È dunque con molto rammarico che ci vediamo costretti a non presentarci, saremo comunque presenti come cittadini attivi e vigili nel seguire i lavori della prossima legislatura». Con questo comunicato breve e inesauriente (chi era il fantomatico candidato?) il Movimento5stelle si congeda dunque da Palazzo Prati. Coloro che nel maggio 2014 presero 929 voti (il 12 per cento) promettendo di mandare a casa la vecchia classe dirigente, escono sconfitti dal confronto. I partiti tradizionali ci sono ancora tutti, all’interno delle tre liste in corsa, mentre i grillini sono scomparsi.

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