CARDANO AL CAMPO – Ci sono metodi diversi per scoprire un Paese, le sue tradizioni, i suoi fantasmi, le speranze di un popolo o di più popoli che convivono nello stesso posto. Si può viaggiare affidandosi ai racconti di chi quei luoghi, per un motivo o per un altro, se li porta dentro. Si possono parlare lingue differenti, mangiare cibo mai provato, percepire esperienze senza aver mai varcato i confini di uno Stato. Un insieme di sensi: è l’obiettivo di Nomi, cose, città. Si tratta del progetto ospitato dal circolo Quarto Stato di Cardano al Campo che prenderà il via domani, 18 gennaio. Si inizia con il fascino di Sarajevo.
In viaggio
Nomi, cose, città è un progetto che porta la firma del giornalista Roberto Morandi e Sarah Marseglia, con l’obiettivo dare vita a un ciclo dedicato alla scoperta delle città del mondo. Aggrappandosi a ogni spicchio di vita che dà forma alla cultura di un luogo – letteratura, musica, cibo, fotografia, storia e così via – hanno voluto ricreare nell’idea del centro urbano un punto di incontro, di scontro e di convivenza. Gli eventi riempiranno interi weekend, con un susseguirsi di spunti sul mondo che verranno ospitati dal circolo cardanese. Ne parla Andrea Franzioni, uno dei soci e volontari del Quarto Stato: «Vogliamo ospitare idee che arrivano dal territorio», dice. «Da tempo amici e avventori proponevano questo progetto, ora l’abbiamo messo in piedi. E ci fa molto piacere». E ancora: «Abbiamo sempre parlato delle città, ma con un senso di urgenza a causa di quei temi caldi che fanno molto discutere: Siria, Palestina, Sudamerica». Questa volta, invece, «avrà un taglio differente. Si parla di storia, geografia, attualità». Ma anche di «passioni, viaggio, ricordi». Insomma, «si parleranno lingue differenti grazie a proposte differenti, attraverso il cinema, la musica, i libri». Un programma che porterà anche a modificare gli orari abituali di apertura del circolo.
Si parte da Sarajevo. Poi Milano e Belfast
Una rassegna che parte con Sarajevo e che in agenda ha già due ulteriori appuntamenti – Milano e Belfast – ma che nel tempo potrebbe estendersi a ulteriori incontri e città. Racconta Morandi: «L’idea è di un paio di anni fa. L’incontro con Sarah ha portato a una spinta organizzativa che ci ha permesso di concretizzare». L’obiettivo, quindi, è «esplorare la città come organismo che cambia nel tempo e che si confronta con tensioni diverse». La città intesa come «luogo di incontro e scontro, modello di convivenza tra entità diverse». Ma anche di sfide legate al turismo. Che, da un lato, «non bruci i luoghi sui pochi riferimenti da vedere». Dall’altro, che affronti «la forte spinta del turismo globale che sta cambiando le città». L’appuntamento di domani con Sarajevo si sviluppa tra cibo e birra tradizionali, ma anche musica e storie da raccontare grazie agli ospiti che prenderanno parte all’evento. A fare da cornice, una mostra di fotografia. Ecco il programma completo:

Seguirà Milano (il 15 e 16 febbraio), «sul deragliamento del modello legato al capoluogo lombardo, che può essere anche respingente per chi non riesce a sostenere ritmi e costi». E poi Belfast (il 15 e 16 marzo), «sarà a ridosso di San Patrizio con un concerto dal taglio internazionale».
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