Cardano vota il “Manifesto della gentilezza”. Ma c’è chi abbandona l’aula

Cardano manifesto gentilezza civica

CARDANO AL CAMPO – «Ascoltare gli altri, usare parole gentili, prendersi cura degli spazi, rispettare le persone, essere responsabili, promuovere la parità e saper chiedere scusa». Sono le sette regole del “Manifesto della gentilezza civica”, il documento realizzato dal consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze di Cardano al Campo e adottato ufficialmente – dopo il passaggio dal consiglio senior – anche dall’amministrazione comunale.  Sette punti, accolti con favore dalla grande maggioranza dell’assise civica, che i giovani hanno invitato a sposare con iniziative concrete rivolte alla cittadinanza. Ma che non sono riusciti a convincere fino in fondo tutti quanti.

Chi ha lasciato l’aula

Al momento delle votazioni, infatti, due consiglieri hanno deciso di lasciare l’aula, evitando di prendere parte allo scrutinio. Si tratta di Valter Tomasini (Lega) e Meri Suriano (Fratelli d’Italia). «Dal punto di vista valoriale non c’è nulla da eccepire – ha spiegato Tomasini -, il manifesto, però, risulta incompleto. Vorremmo fosse integrato con una proposta capace di toccare gli aspetti della vita amministrativa, e non essendo possibile farlo non prenderemo parte parte alla votazione». Tra le fila della minoranza, favorevole all’adozione, invece, il capogruppo del centrodestra Giacomo Iametti: «Sono rimasto colpito dal manifesto, se i ragazzi sentono la necessità di riproporre dei concetti che possono sembrare scontati, è perché evidentemente non lo sono».

Le azioni

A presentare il manifesto all’assemblea civica è stato l’assessore all’Istruzione, Andrea Franzioni. «Ascoltare non vuol dire acconsentire passivamente, ma empatizzare con l’altro. Così come comunicare positivamente non vuol dire non intervenire con fermezza. Cambia il paradigma. Parafrasando Michele Salvemini: perché dire “Io me ne frego”, quando posso dire “Io me ne interesso”?». E per dare un risvolto concreto alla proposta, l’amministrazione guidata dal sindaco Lorenzo Aspesi ha già iniziato ad ipotizzare alcune azioni concrete che potrebbero essere messe in campo. «Pensiamo, ad esempio, di promuovere momenti di confronto come la giunta itinerante; ma anche di inserire nel Piano di diritto allo studio iniziative e percorsi educativi collegati alla cultura della cura, della responsabilità e della riparazione». Ancora: «Vorremmo promuovere uno stile comunicativo dell’ente basato su chiarezza, rispetto e attenzione alle persone, partendo proprio dagli amministrazioni, attraverso la costruzione di una possibile Carta della comunicazione rispettosa».

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