MALPENSA – Verificare il rispetto delle norme europee in materia ambientale in merito all’ampliamento dello scalo di Malpensa. Questa la richiesta dell’europarlamentare del Movimento Cinque Stelle, Angela Danzì. Lo ha fatto presentando un’interrogazione alla Commissione Europea, firmata anche dalla capodelegazione Tiziana Beghin e da Sabrina Pignedoli. Così viene sottolineato quanto «ci preoccupa il tentativo, in particolare della Lega e del suo leader Matteo Salvini, di procedere ad ogni costo sul potenziamento della Cargo City, aggirando i pareri negativi fin qui collezionati».
L’interrogazione
Il riferimento va al Decreto Aria e alla definizione di «zona di interesse strategico per il Paese» con il quale «il centrodestra pensa di risolvere ogni vincolo di tutela ambientale». Nel documento viene sottolineato che è «una legificazione censurata più volte dalla Corte di giustizia», secondo la quale le leggi che intervengono su atti amministrativi «sono soggette alle regole che l’ordinamento Europeo prevede per l’adozione di tali atti – anche sotto il profilo dell’istruttoria, della partecipazione e della motivazione – e, nello specifico, per assicurare il conseguimento degli obiettivi della direttiva Via».
La vicenda
Questo, ripercorrendo i passaggi della vicenda. A partire dal «giudizio positivo» espresso dal ministero dell’Ambiente «sulla compatibilità ambientale del Masterplan 2035 dell’aeroporto di Milano-Malpensa». Ma aveva «bocciato l’ampliamento nei 44 ettari di Parco del Ticino con ulteriore consumo di suolo per i nuovi capannoni previsti: un’opera riconosciuta come insostenibile dalla Commissione Valutazione d’Impatto Ambientale». Infine la stoccata al governo Meloni, che «pensa di aggirare queste valutazioni tecniche, inserendo un escamotage linguistico in un decreto, non ancora firmato dal Presidente della Repubblica, che si occupa della riduzione delle emissioni inquinanti richieste dall’Europa».
