Verso Milan-Atalanta, mister Pogliani non dimentica: “Brucia la manita dell’anno scorso”

Pogliani

Carlo Pogliani 

Il football e il cinema, da sempre, sono le passioni della mia vita. Ci sono state partite e lungometraggi che io ho associato per l’intensità delle emozioni che mi hanno trasmesso e che negli anni non si sono affievolite ma, al contrario, si sono come cementate nella mia pur anziana, ormai, memoria.
Come dimenticare Milan Napoli 4-1, uno spettacolo di sinergia da una parte e dall’altra, con interpreti di livello assoluto: il miglior brasiliano, Careca, il miglior argentino, Maradona, il miglior olandese (l’altro era infortunato), Gullit, tre fuoriclasse italiani, Baresi piu’ Maldini piu’ Donadoni. Quella, secondo me, e’ stato il piu’ bello spettacolo calcistico a cui io ho assistito dal vivo . . . lo accosterei al film italiano che piu’ mi e ci (noi del 56) rappresenta: “Romanzo Popolare”. Anche in quel magnifico lungometraggio la sinergia degli interpreti (Ugo Tognazzi, Ornella Muti e Michele Placido, semplicemente inarrivabili nel calarsi in personaggi anni settanta) e la colonna sonora di un genio come Enzo Jannacci piu’ quel ” Sono una donna non sono una Santa” magistralmente interpretata da Rosanna Fratello, mi fanno ancor oggi affermare che quello del maestro Mario Monicelli, e’ il film piu’ bello mai visto dal sottoscritto.
Come dimenticare quel Milan Lione 3-1 con quel pallone che danza sulla linea prima che il “falco” SuperPippo lo cacci in fondo al sacco rischiando di farci perdere la voce per il resto della nostra esistenza? Mancavano tre minuti alla fine ed eravamo fuori dalla Coppa dei Campioni ma . . . su quella sfera vagante si catapulto’ (dopo essere caduto in un primo tentativo prima che la stessa si schiantasse contro il palo) il giocatore con il maggior fiuto del goal mai venuto al mondo dopo l’immenso Gerd Muller, Inzaghi appunto. Ricordo che nessuno voleva piu’ uscire dallo stadio dopo il triplice fischio del direttore di gara, come se ci volessimo gustare i titoli di coda di una pellicola, nella speranza che gli attori potessero riemegere dagli spogliatoi come si fa in una rappresentazione teatrale prima e dopo il “sipario”. Spesso questo mi capita anche in una sala cinematografica, quando nessuno tende ad alzarsi per uscire e molti vorrebbero applaudire ma . . . l’adrenalina e’ ancora talmente alta che, mancandoti il fiato, automaticamente ti si blocca tutto e non vorresti andartene dalla tua poltrona. Stranamente, tutto cio’, mi e’ capitato con due film di guerra (non amo i lungometraggi bellici): ” Il cacciatore” e “1917” . . . il perche’ e’ presto spiegato: anche se non ami un certo genere di pellicola devi comunque inchinarti davanti a un capolavoro che entra a gamba tesa nel profondo del tuo animo facendoti capire il dramma della cosa piu’ orribile inventata dall’essere umano: la guerra! Tutto questo per arrivare a cosa? Semplicemente semplice! Come dimenticare Milan Atalanta 9-3 la partita piu’ divertente a cui il sottoscritto ha assistito (rigorosamente in piedi) dai popolari? Un susseguirsi di emozioni e di reti con il neo dell’infortunio al mio idolo Luciano Chiarugi (ciao amico, rivolto al pallone, splendida istantanea sulla Gazzetta). Noi bimbi facevamo fatica, nel ritorno (rigorosamente a piedi) a casa a ricordare i marcatori: tre Pierino, due il “Golden boy”, uno ” Cavallo pazzo” . . . e poi? In via del Centauro ci domandavamo l’un l’altro chi fossero stati i marcatori di quella che sarebbe rimasta una storica e ineguagliabile grandinata. Quale film associare a un tale e unico divertimento? E’ presto detto: “Johnny Stecchino”, un capolavoro che non ti stancheresti mai di rivedere (un po’ come quel 9-3), un susseguirsi di risate che anche la seconda, la terza o la quarta volta ti fanno capottare sul divano di casa dopo averti fatto contorcere sulla comoda poltrona della sala cinematografica. Quel ” non mi assomiglia penniente” e’ paragonabile a tutti gli altri match arrivati dopo quella sfida tra i “casciavit” e “gli orobici targati Dea” . . . non gli assomigliano penniente!
Certo, i bergamaschi hanno aspettato un po’ di anni per prendersi la rivincita, la vendetta (che, si sa, e’ un piatto che si consuma freddo) . . . e quella manita (da molti di noi poi benedetta) ancora brucia . . . quindi oggi cercate, cari carissimi ragazzi, di entrare in campo ancor piu’ motivati: noi, che abbiamo assistito al match rossonero piu’ divertente di sempre, ci aspettiamo di dimenticare per sempre quel cinque a zero umiliante! Oggi pomeriggio . . . l’atteggiamento non deve assomigliare minimamente a quello mai entrato in campo a Dicembre in quel di Bergamo: anzi non gli deve assomigliare “penniente”. Benvenuti a Milan Atalanta . . . forza vecchio e sgangherato cuore rossonero!

Carlo Pogliani Milan-malpensa24