MARNATE – Caro mensa, il gruppo dell’ex sindaco Galli «fa disinformazione e distorce i fatti per fare polemica». Stavolta parlano il sindaco Marco Scazzosi e la sua maggioranza di “Siamo Marnate e Nizzolina”, che rispondono punto su punto alle dichiarazioni dell’opposizione “Qui per Esserci” sul tema degli aumenti del buono mensa alla scuola primaria Gabelli. «Si dimenticano di dire che la qualità del cibo è sensibilmente migliorata e che senza la gara con Samarate l’aggravio delle tariffe sarebbe stato ben più pesante» sostengono il sindaco e i suoi.
La nota di Scazzosi e “Siamo Marnate e Nizzolina”
L’opposizione “Qui per esserci” continua a intervenire sul tema delle tariffe della mensa scolastica con toni polemici e una lettura parziale dei fatti, rischiando così di disinformare i cittadini.
L’adeguamento delle tariffe è una conseguenza diretta e obbligata degli aggiornamenti ISTAT e del rinnovo del contratto nazionale di categoria. Fino all’espletamento della nuova gara, tali costi sono stati sostenuti interamente dal bilancio comunale per evitare che ricadessero sulle famiglie: un dettaglio che l’opposizione sceglie deliberatamente di non evidenziare.
La gara è stata impostata in forma aggregata con il Comune di Samarate proprio per aumentare il numero dei pasti e ridurre il costo unitario. Marnate, con circa 42.000 pasti annui, non avrebbe potuto garantire da sola un’adeguata concorrenza, come dimostrato dalla precedente procedura che vide la partecipazione di un solo operatore. Parlare oggi di alternative senza considerare questo dato è semplicemente poco serio.
La scelta di Samarate è stata determinata anche dalla disponibilità di un centro cottura comunale con standard elevati, manutenzione programmata e pieno controllo pubblico. Questo ha permesso di eliminare le criticità logistiche che in passato avevano generato disservizi e polemiche; le stesse criticità che oggi l’opposizione sembra voler dimenticare.
Parallelamente all’aspetto economico, i riscontri qualitativi confermano la validità del percorso intrapreso: la qualità del cibo è sensibilmente migliorata e, a oggi, non si registrano lamentele da parte degli utenti o delle famiglie. Questo dimostra che l’efficienza gestionale è andata di pari passo con un servizio di eccellenza per i nostri ragazzi.
In assenza del centro cottura comunale, i costi sarebbero stati trasferiti integralmente sulle famiglie. È quindi evidente che le decisioni assunte hanno evitato un aggravio ben più pesante sulle tariffe. L’Amministrazione interviene inoltre con forza per contenere le rette della scuola materna e dell’asilo nido e per tutelare le famiglie con ISEE più basso. Nello specifico, per quanto riguarda la refezione scolastica delle fasce più fragili, il Comune versa per ogni singolo pranzo un contributo di 3,35 euro, lasciando a carico della famiglia solo la quota di 2,82 euro. Mettere in discussione questi interventi significa, di fatto, negare il ruolo sociale del Comune.
I dati economici confermano la correttezza delle scelte: il servizio di pasti a domicilio costava 7 euro, mentre con la nuova gara il costo è sceso a 6,52 euro (tenendo conto delle differenze aliquota IVA tra mensa scolastica e pranzo a domicilio). Su questo punto l’opposizione continua a tacere, forse perché i numeri non si prestano alla propaganda.
Il confronto politico è legittimo, ma la distorsione dei fatti non lo è. Noi continuiamo ad amministrare con responsabilità e trasparenza. L’opposizione, se vuole essere credibile, dovrebbe iniziare a fare lo stesso.
Caro-mensa a Marnate, Galli: «Promettevano risparmi, ora pagano famiglie e cittadini»
