I social, la realtà distorta e la tragedia di Casal Palocco. Giovani e futuro

Casal Palocco tragedia social

ROMAll 30% dei giovani passa più di 5 ore online. E’ il risultato della ricerca condotta da skuola.net, UniFirenze e La Sapienza per Generazioni Connesse, pubblicata nel 2023. Lo studio ha rivelato che l’uso dei social media è centrale nell’esperienza online dei più giovani, soprattutto nei pre adolescenti (11-14 anni), tanto che l’86,5% degli utenti tra gli 11 e i 18 anni ha almeno un profilo attivo sui social network. La maggior parte ha solo un profilo (49,4%, mentre un terzo di essi (31,3%) ne ha diversi. I social network più utilizzati risultano WhatsApp (37,3%), Facebook (36,5%) e Instagram (18,8%), anche se WhatsApp è l’applicazione più utilizzata in assoluto, invece Facebook dà qualche cenno di crisi, nonostante sia il social network più utilizzato dai maschi (39,9 %) e gli adolescenti (37,8%). Tik Tok ha aperto una nuova strada all’iterazione generazionale, con contenuti che però, nel corso del tempo, seppur si tratti del più giovane dei social media, vengono sempre più strettamente monitorati. Poi c’è Youtube, il “veterano” dei video online, che nel corso degli anni ha lanciato attori, cantanti, content creator di qualunque genere, ma che ad oggi forse non ha le restrizioni che dovrebbe avere, a prescindere dalle scelte dell’utente. Pubblicare un video su youtube infatti, presuppone una serie di decisioni consapevoli di chi gestisce in canale, come il target di pubblico, se il video sia o meno adatto ai minori e ai bambini e via discorrendo.

Il drammatico epilogo di Casal Palocco

I quattro sedicenti youtuber, protagonisti della challenge 50 ore in Lamborghini senza scendere”, e del drammatico incidente con una Smart guidata da una donna di 29 anni, in conseguenza del quale è morto il figlio maggiore, Manuel, di soli 5 anni, stavano girando proprio un video per Youtube. La magistratura e le indagini delle forze dell’ordine stabiliranno la dinamica dell’incidente, la velocità alla quale procedeva il conducente della Lamborghini Urus noleggiata per 1500 euro al giorno, e le sue condizioni fisiche. Al momento il giovane è indagato per omicidio stradale. Le testimonianze raccolte dalle televisioni sul posto raccontano di una vettura lanciata a gran velocità per tutto il quartiere, senza che apparentemente però nessuno lo abbia segnalato al 112 prima della tragedia. Tra queste, una donna che ha raccontato di come il figlio, di soli 7 anni, sia un follower dei giovani protagonisti di questa drammatica vicenda, tutti poco più che ventenni (e di cui non citiamo i già ben noti nomi per non alimentare ulteriore pubblicità). Questo significa che i video pubblicati sul loro canale non abbiano mai avuto alcun tipo di avviso per minori e bambini.

Le reazioni nel mondo dello spettacolo

Anna Foglietta, Claudio Santamaria, Claudia Gerini, sono alcuni degli artisti che proprio sui social media hanno commentato la tragica morte del piccolo Manuel, soffermandosi sul “vuoto” presente nei video di gruppi di giovani come quello coinvolto, creato intorno a “sfide” senza senso e pericolose, sul ruolo dei genitori nell’educare i figli in una società ormai intrisa di virtualità e necessità di apparire e ponendo l’accento sul problema della mistificazione del non talento. Il problema è reale, dato che la ricerca di cui sopra ci racconta di come molti giovani investano sulle piattaforme per il proprio futuro. Difatti, emerge dai dati, se quasi 1 su 5 (18%) parallelamente agli studi dice di svolgere anche piccole attività lavorative, tra questi poco meno di un terzo (5%) ha deciso di puntare sul digitale. La porzione più consistente si è orientata proprio sui social media, ad esempio creando pagine personali, dal carattere anche commerciale, o gestendo pagine social di altri. Il 51% pensa che quella possa diventare, un domani, un’occupazione a tempo pieno. Nulla di male, se la creazione di contenuti corrispondesse ad un progetto valoriale, ad uno scopo socialmente utile, ad un talento approfondito. E a costo di sentir parlare di censura, forse alcuni tipi di contenuti dovrebbero essere censurati, per evitare di dare spazio a chi non sa fare della tecnologia un uso virtuoso.

Casal Palocco tragedia social – MALPENSA24
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