“Caso Cazzaniga, l’ospedale ne esce indenne. Vergognoso e inaccettabile”

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SARONNO – “È molto difficile, dopo tutto quello che abbiamo passato, credere che la giustizia terrena possa essere un rimedio o una cura o una consolazione e infatti non lo è, perché il dolore profondo che tutta questa storia ha portato nelle nostre vite, rimane inalterato. Il mio pensiero va ai nipoti, a mia madre e alla devastazione che la mia famiglia ha subito e che niente al mondo potrà cancellare”. È il sentimento di Gabriella Guerra all’indomani della sentenza di condanna all’ergastolo per l’ex vice primario del pronto soccorso di Saronno, Leonardo Cazzaniga. Riflessioni condivise con il suo avvocato, Luisa Scarrone del Foro di Como. Nella dolorosa vicenda, la donna ha perso il fratello, Massimo Guerra, ex marito dell’infermiera Laura Taroni, e il papà Luciano Guerra. La Taroni è stata condannata in abbreviato a trent’anni.

“Aver potuto ricostruire i fatti – dice l’avvocato Scarrone – e partecipare come parte processuale all’accertamento della verità è stato però un primo passo per cercare di allievare il loro dolore. Abbiamo portato a termine un lavoro faticoso e sotto questo aspetto la sentenza ci rende merito e la gravità delle condanne inflitte attesta la gravità delle condotte”.

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Laura Taroni

Delusione e sfiducia

C’è grandissima delusione, invece, rispetto al fatto che la Corte d’assise di Busto Arsizio ha escluso l’ospedale quale responsabile civile. Motivo per cui non sarà chiamato a rispondere dei risarcimenti verso le parti civili. “Quanto alla posizione dell’Ospedale di Saronno, responsabile civile nel processo appena concluso – hanno sottolineato Guerra e Scarrone – il sentimento che prova oggi la mia assistita è di totale sfiducia. L’ospedale di Saronno è sempre stato il loro riferimento per tutte le cure, le analisi, i consulti medici. Con estrema fiducia, si sono sempre curati lì, nutrendo il massimo rispetto ed hanno invece scoperto con sgomento che è stato proprio all’interno dell’Ospedale di Saronno che Leonardo Cazzaniga ha potuto tenere le gravi condotte illecite per le quali ha riportato le condanne inflitte dalla Corte di Assise di Busto Arsizio nella più totale impunità. Ma l’Ospedale non si è assunto alcuna responsabilità, perciò la mia assistita si sente profondamente tradita, proprio per la fiducia risposta da sempre nell’ente ospedaliero”.

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Leonardo Cazzaniga

Tentativo di insabbiare tutto

Non capiamo – hanno aggiunto l’avvocato – come l’Ospedale possa essere uscito indenne dalla vicenda e le statuizioni relative al responsabile civile lasciano francamente basiti, ma ci riserviamo di leggere le motivazioni della sentenza che allo stato paiono incomprensibili a fronte delle severe condanne inflitte al dottor Cazzaniga ed ai medici della commissione che avrebbe avuto il compito di vagliare le condotte di quest’ultimo ed assumere i provvedimenti del caso e che ha invece avuto l’unico scopo di tenere tutto riservato senza che nulla trapelasse all’esterno per evitare uno scandalo nel caso in cui le segnalazioni fossero state rese pubbliche. I lavori della commissione si sono svolti nel maggio del 2013, cioè quando Massimo Guerra era ancora vivo. Capiamo che ricadute ha avuto questa operazione di insabbiamento, perché altro non è stato, sulla situazione che Massimo Guerra stava vivendo in quei giorni? Se solo fosse trapelata all’esterno una qualsiasi notizia che in qualche modo mettesse in dubbio l’operato del dottor Cazzaniga o che lo screditasse in qualsiasi modo, possiamo certamente supporre che tutta quella incrollabile fiducia che la famiglia Guerra riponeva in lui e nell’ospedale avrebbe cominciato a vacillare”.

“Chi ha taciuto è ugualmente responsabile”

C’è tanta rabbia nelle parole della Guerra e del suo avvocato: “Secondo noi – dicono – il comportamento tenuto da medici e infermieri che sapevano, ma hanno taciuto va certamente valutato considerando la posizione del responsabile civile Asst Ospedale di Saronno, all’interno del quale regnava la più assoluta omertà ed al contempo la piena consapevolezza di quanto stava accadendo. La Procura si è detta incredula e noi ci siamo associati a gran voce, aggiungendo che la vicenda non è solo incredibile, ma è pazzesca, assurda e inammissibile e continueremo ad impegnarci per far sì che sia resa piena giustizia anche sotto questo aspetto”.

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