Casorate, l’opposizione: «Il Pgt meritava più attenzioni. Perché tanta fretta?»

Sogniamo Casorate nuovo Pgt

CASORATE SEMPIONE – «Più di tre anni per costruire il piano, quindici giorni per portarlo all’adozione. Una sproporzione che merita una spiegazione». Dopo la presa di posizione del comitato Salviamo la Brughiera, è il gruppo di minoranza Sogniamo Casorate a inserirsi nel dibattito attorno alla variante del Piano di Governo del Territorio, lo strumento di pianificazione urbanistica che, il prossimo 3 settembre, verrà discusso in consiglio comunale per essere adottato. «Perché tutta questa fretta?», domandano dall’opposizione. «Il Pgt è uno strumento fondamentale per il futuro di Casorate, che arriva però al termine di un percorso che, nelle ultime settimane, ha assunto un’accelerazione difficile da comprendere».

Troppa fretta

La variante, sottolineano da Sogniamo Casorate, «segue quello che l’amministrazione ha più volte definito un “iter complesso”. Poi, improvvisamente, l’accelerazione». Il piano, a questo punto, è «improvvisamente arrivato all’adozione, con documentazione e modifiche depositate anche l’11 agosto, nel pieno del periodo estivo e delle ferie». E proprio da qui nasce la domanda: «Perché tutta questa fretta?». Per il gruppo, non si tratta di un semplice atto amministrativo: «Il Pgt è lo strumento che definirà l’assetto urbanistico e territoriale di Casorate per gli anni a venire: riguarda il consumo di suolo (statistica che ha visto Casorate, a seguito del maxi intervento della ferrovia tra Gallarate e il Terminal 2 di Malpensa, tra i primi Comuni in Lombardia, ndr), lo sviluppo del paese, gli spazi pubblici, la mobilità, l’ambiente, le attività economiche e, più in generale, il modo in cui Casorate potrà crescere. Oppure no». Proprio per questo, continuano, «riteniamo che un documento di tale importanza meriti tempo, confronto e partecipazione».

Il confronto con i cittadini

Ed è proprio su questo punto che Sogniamo Casorate rileva una contraddizione. «Come gruppo di minoranza abbiamo fatto ben due assemblee pubbliche per permettere ai cittadini di avvicinarsi a uno strumento inevitabilmente complesso. L’amministrazione, invece, non ha organizzato alcun incontro pubblico, se non quelli strettamente previsti dalla normativa». Ma «uno strumento che disegna il futuro del paese per i prossimi 10 anni non meriterebbe qualcosa di più?». Ancora: «Nella fretta, il 26 agosto, le tre commissioni tecniche sono state convocate addirittura in maniera congiunta, mentre due di quelle non risultavano ancora neppure insediate. Ci chiediamo quale sia la ragione di questa accelerazione».

Questione di metodo

Insomma, ciò che il gruppo di minoranza vuole capire è «perché, dopo tre anni di lavoro, si è scelto di concentrare l’ultima fase del procedimento in pochissimi giorni? Perché portare all’adozione il piano a fine agosto, quando una parte della cittadinanza è fuori paese e la possibilità di confronto pubblico è ridotta?». E, soprattutto, «qual è l’urgenza?». «Se esiste una ragione concreta, amministrativa o normativa che rende necessario procedere con questa tempistica – concludono da Sogniamo Casorate -, l’amministrazione ha il dovere politico e la responsabilità di spiegarla ai cittadini e al consiglio comunale. Il problema non è soltanto cosa si sta approvando, è anche come lo si sta facendo».

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