CASORATE SEMPIONE – «La sala consiliare, trasferita a Palazzo Cattoretti, ha perso l’intitolazione a Laura Prati». È Tiziano Marson, segretario del Partito Democratico a Casorate Sempione, a puntare i riflettori su quella che definisce «una dimenticanza di importanza non secondaria». E chiede di prendere provvedimenti, per fare chiarezza sui nomi che vengono accostati alle due sale. Da una parte c’è la nuova sede del consiglio comunale, spostata nell’ex municipio appena restaurato in piazza Mazzini. Dall’altra parte c’è la sala al piano terra della Casa Simonetta, che fino a pochi mesi fa era proprio il luogo in cui si riuniva l’assemblea civica. Insomma, quale posto va di nuovo associato a Laura Prati?
Il caso
Nel 2015 la giunta di Giuseppina Quadrio ha voluto intitolare a Laura Prati la sede del consiglio comunale. Da allora, la sala al piano terra della Casa Simonetta porta il nome dell’ex sindaco di Cardano al Campo, uccisa nel 2013 a colpi di pistola. Ma ora che le forze politiche casoratesi si riuniscono altrove, per il segretario del Pd qualcosa non torna. «Dopo la sofferta ristrutturazione dello stabile del vecchio Comune – tra l’altro non ancora chiusa completamente, visto che l’ascensore non funziona, pare per delle infiltrazioni d’acqua dal tetto – l’amministrazione Cassani sposta nel Palazzo Cattoretti la sala consiliare», racconta Marson. «La vecchia sede al piano terra della Casa Simonetta viene quindi trasformata in sala civica, sempre con l’intitolazione a Laura Prati. E viene concessa in utilizzo non esclusivo alla Filarmonica Casoratese con un contratto triennale rinnovabile». Questa situazione, aggiunge, «lascia all’amministrazione comunale la possibilità di cambiarne la destinazione». Ma di questa ridefinizione dell’utilizzo degli stabili «va rilevata una dimenticanza di importanza non secondaria: la sala consiliare, ora trasferita, ha perso l’intitolazione a Laura Prati». Infatti, per Marson, così «si annulla un valore simbolico rappresentato dalla memoria di una sindaca uccisa mentre svolgeva la sua funzione al servizio di tutti i cittadini di Cardano».
Solo per il consiglio comunale
Marson fa leva sulla delibera – approvata da una giunta in cui lui era assessore – dell’intitolazione: «Non faceva riferimento allo spazio in sé, ma al luogo in cui svolgere il consiglio comunale». Quindi, «se si cambia luogo, la sala consiliare conserva la sua intitolazione. Che è strettamente legata alla funzione dell’assemblea civica, nel ricordo di colei che ha dato la vita per le istituzioni democratiche». Conclude: «È veramente meschino chi tenta, con un sotterfugio, di operare una rimozione sperando nel silenzio generale. La sala del consiglio deve tornare a essere associata a Laura Prati, per mantenere vivo il suo ricordo nella memoria di tutti i cittadini. Nulla impedisce, comunque di riconoscerle anche l’intitolazione della sala civica».
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