L’affondo di Sogniamo Casorate sul primo consiglio «monologo». Focus sulla scuola

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CASORATE SEMPIONE – L’assenza di un assessorato all’Istruzione, la situazione patrimoniale aree – con particolare riferimento al polo sportivo e all’area feste – e il focus sulla scuola primaria. Sono i punti principali su cui si concentra la minoranza di Sogniamo Casorate, a margine del primo consiglio comunale che ha decretato l’avvio del terzo mandato di Dimitri Cassani e l’esordio del nuovo gruppo di opposizione. Una seduta definita «irrituale» per la scelta della sede e per modalità: «Più un monologo che una discussione».

L’assessorato all’Istruzione

Tra i temi sollevati dalla minoranza spicca l’assenza di un assessorato all’istruzione, considerando che in paese ci sono una scuola dell’infanzia, una primaria e una secondaria di primo grado. Così Salvatore D’Amora: «Come possiamo pretendere che i ragazzi diventino cittadinanza attiva, quando si pone una tale distanza tra le istituzioni e la loro vita quotidiana?». Per Sogniamo Casorate, la delega assegnata a un consigliere non può sostituire il peso politico di un assessorato dedicato. «Il messaggio che passa, e lo diciamo con delusione e rammarico, è che questa amministrazione ha tante priorità, ma tra queste non c’è la scuola, non c’è la coscienza della centralità della scuola nella vita di un paese. È questa una nota dal sapore amaro che sa di occasione mancata. Peccato».

Le aree pubbliche

Sogniamo Casorate si è anche concentrata sulla situazione patrimoniale di aree pubbliche specifiche – tra cui alcune zone della pista di atletica, dell’area Altobelli e dell’area feste – che, dicono citando l’intervento del primo cittadino in aula, «risultano ancora formalmente intestate a privati». Incalzano: «È la stessa ragione per cui, come il sindaco ha dichiarato in più occasioni, il Comune non ha potuto partecipare a bandi per il rifacimento della pista. Ma il punto si fa più delicato quando si considera che l’area feste è stata oggetto di un bando vinto da Agencas: i concessionari erano a conoscenza della situazione proprietaria e dell’impossibilità di richiedere bandi? E in caso di incidente su un terreno a titolarità mista, chi ne risponde legalmente?».

La scuola primaria

L’altro tema riguarda la scuola primaria: «L’amministrazione è a conoscenza dello stato dell’edificio, perché risultano ancora inutilizzati circa 30mila euro di un mutuo contratto appositamente per la scuola? Perché per anni si è criticato chi voleva intervenire? E perché ci sono voluti due mandati interi per maturare la consapevolezza che la struttura vada ristrutturata? In undici anni un edificio non migliora: peggiora, e con esso aumentano i costi dell’intervento».

L’astensione

Sulle linee programmatiche della maggioranza il gruppo ha scelto l’astensione, come «un’apertura di fiducia alla maggioranza», dicono. «Riconosciamo alcuni obiettivi condivisibili e notiamo con piacere che sono state accolte alcune nostre idee espresse in campagna elettorale. Riteniamo però che siano insufficientemente sviluppati, o addirittura mancanti, temi che per noi sono fondamentali: partecipazione alla vita democratica, valorizzazione degli spazi pubblici, politiche per giovani, meno giovani e famiglie, qualità della vita e, soprattutto, la centralità della scuola».

Le riflessioni

Tra le altre riflessioni, Veronica Cocolo ha richiamato l’attenzione sul dato dell’affluenza elettorale: «Vorrei brevemente riflettere su coloro i quali non sono andati a esprimere il loro diritto di voto in questa tornata elettorale, che sono per altro la maggioranza dei nostri concittadini. Credo che questo dato, il 44,6% di affluenza, sia un dato drammatico soprattutto in un paese piccolo come il nostro, dove la partecipazione e la conoscenza dovrebbero essere la base della nostra comunità». Così Tiziano Marson: «Non saremo un’opposizione comoda, silenziosa o decorativa. Controlleremo ogni atto, ogni delibera, ogni euro speso. Non saremo qui a dire sempre “no”. Saremo qui a dire “no” quando serve, ma soprattutto a dire “perché”, a chiedere trasparenza, a pretendere risposte. A questa amministrazione ricordiamo che siete stati eletti, ma non avete ricevuto un assegno in bianco». Conclude Anna Cattoretti: «Per avere una cittadinanza attiva bisogna innanzitutto proporre occasioni in cui la cittadinanza si attivi, si interessi, si riconosca identitariamente. Intendiamo contribuire con un programma di incontri culturali e informativi in luoghi istituzionali, aperti, gratuiti e accessibili: luoghi che possano diventare spazi di appartenenza».

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