GALLARATE – A Saronno, Rienzo Azzi? «Per noi sarebbe meglio Maria Assunta Miglino». E a Castellanza tutto a posto per Luciano Lista candidato?. «Delle tre realtà al voto questa è quella con il punto interrogativo più grande In campo c’è anche un civico d’area centrodestra». E nella “piccola” Arcisate? «Il nostro nome è Maurizio Mozzanica e l’auspicio è che la coalizione converga su questa proposta». In vista del voto amministrativo di Saronno, Castellanza e Arcisate, dopo le parole del segretario provinciale della Lega Andrea Cassani, la situazione potrebbe venire così riassunta: “Tutto è a posto, ma niente è in ordine”.
Senza tralasciare un commento sulla maggioranza a geometrie variabili del presidente della Provincia Marco Magrini e uno sull’atteggiamento sempre più eterodosso di Forza Italia ne vien fuori un’intervista tutta da leggere e in alcuni passaggi da interpretare. Insomma Andrea Cassani, sindaco di Gallarate, uomo di provata fede leghista non è certo persona che le manda a dire. Confermiamo.
Cassani, partiamo dal suo partito. Qual è lo stato di salute della Lega in provincia di Varese?
«Buono direi. Qualche settimana fa abbiamo fatto il congresso in Lombardia e ci sono molti militanti della nostra provincia che fanno parte delle segreteria regionale di Romeo e nei gruppi di lavoro. Ora stiamo lavorando per il congresso nazionale del 5 e 6 aprile che si terrà a Firenze. Il Varesotto avrà 19 delegati, 6 di diritto e 13 elettivi. Altro passaggio importante per il movimento».
E l’alleanza di centrodestra è davvero così unita come tutti si affrettano a dire a microfoni e luci accese?
«A livello provinciale ci siamo già riuniti diverse volte in vista degli appuntamenti elettorali. Saronno, Castellanza e Arcisate, solo tre comuni al voto, ma partite davvero sfidanti. E che potrebbero cambiare gli equilibri politici a livello provinciale».
Insistiamo, esiste la certezza di un centrodestra unito?
«L’obiettivo è andare insieme anteponendo gli interessi di coalizione alle singole aspirazioni personali. Credo che le condizioni per confermare lo schema di coalizione ci siano tutte».
Tre Comuni al voto: un candidato sindaco della Lega, uno ai Fratelli e un forzista. Tra le righe, ci sta dicendo questo?
«Sto dicendo che stiamo ragionando per individuare i candidati migliori. Più della bandiera di appartenenza ci interessa il valore della persona».
Allora veniamo ai nomi. Partiamo da Saronno. Forza Italia, o meglio una parte di Forza Italia dice Rienzo Azzi. E la Lega?
«Fagioli, Sala e Veronesi sono i nostri nomi. Noi però siamo disponibili a ragionare su altri candidati e se dovessi fare questa valutazione dico che ci sono persone, a noi più gradite, con le quali abbiamo condiviso un percorso politico durante il mandato Fagioli».
Si riferisce a Maria Assunta Miglino?
«Miglino è una persona che la sezione di Saronno apprezza più di altri candidati».
A Castellanza invece non si capisce cosa intende fare la Lega. Quindi?
«Qui l’idea è provare ad andare uniti sapendo che in campo c’è anche una candidatura civica nell’ambito del centrodestra e che in un comune a turno unico potrebbe danneggiare la nostra coalizione andando di fatto ad agevolare l’amministrazione di centrosinistra uscente. Mi pare che tra i comuni al voto Castellanza sia quello su cui c’è un punto di domanda ancora da sciogliere. Attendiamo Fratelli d’Italia».
Il civico è Pagani di Siamo Castellanza. Quindi tornate lì? Le malelingue, le avrà sentite anche lei, parlano di procedimenti giudiziari risalenti ormai a 10 anni fa. Possono incidere sulle valutazioni?
«Mah… Io sono stato ricandidato con un rinvio a giudizio. La magistratura fa il suo corso, ma le qualità delle persone si valutano indipendentemente dalle situazioni giudiziarie non definitive. Io ho incontrato Pagani e mi ha fatto un’ottima impressione, oltre ad aver ricevuto buoni feedback da chi lo conosce».
Per quale motivo non volete sostenere Lista? Cassani questa posizione sa di ripicca per quanto accaduto in passato a Fagnano e soprattutto a Cislago. È così?
«Nessuna ripicca e nessun rancore nei confronti di Lista. La politica non si fa con questi sentimenti. Vero è però che non si possono nemmeno ignorare alcune scelte fatte in passato e che hanno causato danni. In particolare a Cislago dove l’amministrazione è caduta».
E Arcisate?
«Il nome sul tavolo è quello di Maurizio Mozzanica. Ci auguriamo, visto il dialogo aperto, che tutto il centrodestra lo sostenga in maniera convinta».
Lasciamo le amministrative e passiamo a Villa Recalcati. Come sono i rapporti con Marco Magrini, presidente dalle maggioranze variabili?
«Parto con una battuta: talvolta sembra il presidente abbia più dialogo con chi sta all’opposizione che in maggioranza. Noi abbiamo rinunciato a commissioni e deleghe non ritenendo di far parte di questa maggioranza che va dal centrosinistra a Forza Italia e civici. Ciò detto, laddove ci viene richiesto un nostro parere anche in Regione o a Roma nell’interesse supremo del territorio collaboriamo».
In più occasioni, sempre a livello provinciale, si è registrato l’asse PD – Forza Italia, senza Magrini. L’ultima è stata l’elezione del rappresentante dei sindaci nella conferenza dell’Asst Sette Laghi. Un ruolo di secondo livello, ma che dà strani segnali politici: Forza Italia spesso non sta con il centrodestra. Come mai?
«Questa è una domanda che ci poniamo spesso anche noi della Lega e di Fratelli d’Italia. Ma non abbiamo risposta. Forse bisognerebbe chiederlo ai segretari provinciali e regionali di Forza Italia».
