CASSANO MAGANGO – Tre milioni e 680mila euro. È stato approvato il finanziamento, in ambito Pnrr, per la Pallamano di Cassano Magnago. L’obiettivo è realizzare un nuovo centro federale: la Cittadella dello sport. Un progetto ampio da creare ex novo di fianco alla palestra delle scuole Orlandi, dove ora si trova un campo in cemento. Ma che includa anche il rilancio del Palatacca – già oggi tempio dei match della squadra cassanese di Serie A – e altre strutture limitrofe. Lo ha reso noto il sindaco Pietro Ottaviani, insieme all’anima della pallamano cassanese Massimo Petazzi, questa sera – 14 luglio – a seguito dell’ufficialità arrivata dal dipartimento per lo Sport della presidenza del Consiglio dei ministri.
«Un investimento strategico»
«Crediamo nell’importanza di questa opera per il territorio», ha detto Ottaviani. «Rappresenta un investimento strategico per lo sport e il benessere della comunità. Per questo ci siamo impegnati a concorrere al progetto di una struttura moderna e funzionale, che diventerà un punto di riferimento per le attività sportive e sociali del comune». Così il vicesindaco Luisa Savogin: «Abbiamo fatto un lavoro capillare e minuzioso, sono stati sfruttati moltissimi incontri per raggiungere quest’importante obiettivo». Guarda il video del primo cittadino:
«Ci siamo adoperati al massimo per portare questo progetto a Cassano Magnago», ha aggiunto Petazzi. «Non è sta un’impresa facile, ma alla fine chi la dura la vince». I dettagli nel video:
L’impianto
È stato l’assessore Rocco Dabraio (Lavori Pubblici) a presentare i dettagli del piano. Con tanto di rendering mostrati dai monitor della sala consiliare in Villa Oliva. Poi riassunto in una nota diffusa a margine della presentazione: «Si tratta di un’infrastruttura sportiva all’avanguardia, realizzata nel segno dell’inclusione, della partecipazione e dello sport accessibile». Ma è anche una «risposta alle istanze provenienti dal mondo associativo locale legato anche alla disabilità». Di più: «L’impianto sarà pienamente accessibile, nel rispetto della normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche e, nelle successive fasi di sviluppo, sarai dotato di servizi complementare (aule per attività formative, spazi polifunzionali, aree verdi attrezzate) che ne potenziano la funzione inclusiva e comunitaria». Inoltre «sarà realizzato come edificio centrale nel quadro più ampio del progetto Campus Handball Academy che prevede, in fasi successive, interventi di ristrutturazioni e riconversioni degli edifici, adiacenti e presenti sulla medesima area comunale, della palestra della scuola media, del palazzetto Tacca e del piccolo complesso dell’asilo dismesso come centro di formazione».
Il progetto
Il progetto è stato concepito per «minimizzare l’impatto economico e ambientale». Attraverso l’utilizzo di «tecniche di costruzione a basso impatto (prefabbricazione, materiali riciclati, riduzione dei consumi idrici e termici)» e con l’impiego di «fonti energetiche rinnovabili (impianto fotovoltaico in copertura e sistemi di climatizzazione a pompa di calore)». Ma anche attraverso «l’ottimizzazione del layout funzionale per garantire la massima fruizione con il minimo dispendio energetico».
Nello specifico, nella prima fase di sviluppo, è previsto «un nuovo Palazzetto dello Sport dedicato alla pallamano, in particolare in relazione ai principi di rigenerazione urbana, inclusione sociale, sostenibilità e utilità pubblica». Inoltre, si inserisce «in un’area urbana oggi sottoutilizzata e marginale, potenzialmente oggetto di processi di degrado fisico e sociale. l’intervento rappresenta una concreta operazione di rigenerazione urbana». Inoltre, «l’opera è pensata per essere economicamente sostenibile anche dopo la realizzazione, grazie a un modello di gestione pubblico-privato con convenzioni con federazioni sportive, scuole e associazioni». Oltre a un «business plan pluriennale che prevede introiti da affitto campi, sponsorizzazioni, eventi e attività collaterali». Inoltre, «l’amministrazione comunale prevederà un fondo di manutenzione annuale e un protocollo per la gestione partecipata degli spazi da parte delle comunità locali, a garanzia della sostenibilità sociale del progetto».
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