Tigli abbattuti a Cassano, Dabraio: «Basta critiche populiste». Police: «Vittimismo»

CASSANO MAGNAGO – Non si placano le polemiche sull’abbattimento dei tigli in piazza 25 Aprile a Cassano Magnago. Lo scontro si sposta sui social, con un batti e ribatti fra l’assessore Rocco Dabraio (Lavori Pubblici) e il capogruppo del centrosinistra Tommaso Police. Il primo riepiloga i motivi che hanno portato al taglio delle piante, tentando di smorzare le critiche «di chi affronta la tematica senza avere la minima cognizione degli eventi». Il secondo replica schietto e si dice «allibito dal tono, dal vittimismo e dalla morale che (Dabraio, ndr) intende impartire a tutti».

Dabraio: «Basta critiche»

Da agosto, l’abbattimento dei tigli fa discutere. Una scelta difficile? «Sì, decisamente», dice Dabraio. «Ma ci sono situazioni in cui la decisione corretta e responsabile verso la comunità è di procedere, anche a costo di critiche e di impopolarità». Un modo per dire che l’operazione è stata dettata da «criteri di sicurezza, imposti dalla relazione di un esperto qualificato». Il riferimento va alla perizia dell’agronomo per verificare lo stato di salute delle piante in questione. Che è stato «estremamente negativo» per alcuni alberi, da «rendere necessario un drastico intervento». Lo stesso professionista che, ricorda l’assessore, si è occupato della rimozione delle piante del Borgorino, «zona cara a partiti politici dell’opposizione». Una frecciata al Pd, visto che è il luogo dove si organizza la festa dell’Unità. Fino alla provocazione: «Anche in quel caso si è arrivati alla rimozione di un numero maggiore di piante e per motivi di sicurezza. Lì era corretto farlo e oggi non lo è?». Poi la precisazione: «Non esistono progetti definitivi su piazza 25 Aprile. Tutta la documentazione ufficiale è stata condivisa con le parti interessate, nei tempi e nei modi previsti. Ma niente è stato ancora deciso». Infine, lo sfogo: «I commenti e gli attacchi offensivi, ricevuti anche a titolo personale, sono inqualificabili». Mentre, alle opposizioni «chiediamo un confronto nelle sedi competenti, serio e non populista».

Police: «Chiediamo rispetto»

Immediata la replica del centrosinistra. Le domande di Police: «Da quanto tempo non si fa una commissione territorio? Perché non ci è stata data la possibilità di confrontarci prima di assumere quella scelta (del taglio delle piante, ndr) nel mese di agosto? Perché non ci è stato ancora presentato il progetto della piazza? Come si può pretendere un confronto nelle sedi opportune se lo si evita scientificamente? Non prendiamoci in giro». E ancora: «Definire chi ha posto delle critiche come populista è un tentativo di delegittimare chi esprime liberamente il proprio pensiero in assenza di spazi e luoghi di confronto. Vale per i consiglieri di minoranza, vale per i cittadini». E quindi, di nuovo, all’attacco. Sulla perizia «sconcertante» dell’agronomo e «la manutenzione degli ultimi vent’anni che è stata carente ed effettuata con tecniche non adeguate». Sulla relazione di piazza 25 Aprile, che «non prevedeva l’eliminazione di tutti i tigli abbattuti: abbi il coraggio di dire che il taglio doveva essere propedeutico ad alcune scelte urbanistiche. Che ancora aspettiamo di conoscere». Sul fatto che «non esista un piano delle manutenzioni relativo al verde: è normale che sia cosi?». E conclude: «Chiedo maggior rispetto istituzionale e un confronto reale tra consiglieri e assessori, altrimenti diventa inutile parlare di confronto quando poi si decide tutto da soli».

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