Castellanza, la sentenza mette nei guai i dipendenti comunali: devono pagare

CASTELLANZA – I soldi ricevuti come indennità per il riconoscimento di una posizione organizzativa devono essere restituiti al Comune. Interessi compresi. E lo dovranno fare quei dipendenti che, ai tempi dell’amministrazione Farisoglio si sono visti riconoscere una posizione che, in un Comune dimensionato come Castellanza, non avrebbero ragione (nemmeno giuridica) di esistere. Ma andiamo con ordine.

Le mini P.O.

L’intera vicenda affonda le radici nel primo decennio degli anni 2000, quando nella pianta organica, ma anche nella retribuzione effettiva, vengono riconosciute posizione “dirigenziali” denominate P.O. (acronimo di Posizione Organizzative) e anche ruoli da vice P.O. Promozioni che hanno una ricaduta anche sulla busta paga.

La situazione a Palazzo Brambilla resta tale fino ad un certo punto del primo mandato del sindaco Mirella Cerini, che dopo aver preso le misure mette mano alla pianta organica e procede con una complicata riorganizzazione del personale. Ponendo di fatto fine all’esistenze di tali P.O..

Nel frattempo però, e siamo nel 2019, sulla base di una segnalazione, a Palazzo Brambilla arriva un’ispezione incrociata di Mef e Corte dei Conti che ricostruiscono l’intro quadro.

E’ arrivata la sentenza: paghino

La vicenda, come spesso accade in casi del genere, esce dal cono di luce delle cronache dei giornali. Senza però mai fermarsi. Nel senso che il corso della questione va avanti. Fino a pochi giorni fa (forse settimane), quando, come una dolina carsica, spunta la notizia delle sentenze in cui si dice che i dipendenti interessati dovranno restituire quanto non dovuto.

Occorre però dire: uno, il plus in busta paga non è stato richiesto dai dipendenti, ma è quanto dovuto in caso di promozione e sulla base del ruolo riconosciuto e “registrato” in pianta organica; due, la sentenza (anzi le sentenze, poiché gli interessati si sono mossi su più livelli) sono in primo grado e quindi appellabili. Insomma, siamo solo al primo step.

Di certo però per il personale coinvolto non è una bella notizia il fatto di dover restituire soldi che di fatto gli spettavano sulla base degli scatti che gli sono stati riconosciuti.

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