Da Cavaria al Vajont, l’impresa del vicesindaco in bici. In ricordo dei genitori

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CAVARIA CON PREMEZZO – Da Cavaria con Premezzo alla diga del Vajont in bicicletta: un’impresa, quella del vicesindaco Diego Bonutto. Da friuliano doc, il viaggio ha l’obiettivo di onorare il forte legame che continua ad avere con la propria terra d’orgine. Ma soprattutto, ha un valore speciale, un motivo più profondo: ricordare i genitori, scomparsi di recente.

Il viaggio

Un viaggio a pedali lungo centinaia di chilometri, Bonutto ha deciso di firmare una vera e propria impresa sportiva e simbolica, partendo direttamente dal cuore del territorio che amministra per raggiungere uno dei luoghi più iconici e toccanti del Nord-Est d’Italia: la diga del Vajont, appunto. «Non si è trattato di una semplice scampagnata, ma di una prova di grande resistenza fisica e mentale», dice il vicesindaco di Cavaria con Premezzo. Chilometro dopo chilometro, Bonutto sta attraversando diverse regioni, portando con sé l’orgoglio della sua comunità e lo spirito tenace della sua terra d’origine. Un ponte ideale e a impatto zero, quello costruito da Bonutto, capace di unire la laboriosa provincia di Varese ai paesaggi, alla storia e alla memoria del suo Friuli.

«Stima e ammirazione»

Così il sindaco di Cavaria con Premezzo, Franco Zeni: «Guardiamo a questa impresa con grandissima stima ed ammirazione. Il viaggio di Diego richiede non solo un notevole sforzo fisico, ma soprattutto un grande coraggio e una ferrea determinazione. Come amministrazione, siamo fieri di avere assessori che dimostrano questa forza di volontà e che, al tempo stesso, mantengono così vive e profonde le proprie radici territoriali. Questo legame indissolubile con la terra d’origine è lo stesso valore e la stessa passione che Diego mette ogni giorno nel valorizzare e curare il nostro territorio».

Le tappe

Racconta Bonutto: «La partenza è scattata alle prime luci dell’alba dal piazzale della stazione ferroviaria di Cavaria, sotto lo sguardo dei passanti e con la determinazione tipica di chi ha il Friuli nel sangue». Ecco il suo percorso:

Trasferimento in treno da Cavaria a Conegliano Veneto (per una volta ho trovato una cosa migliore che c’è in Lombardia in confronto al Triveneto: da noi bici gratis, qua 3,5 €!!)

Prima tappa: Conegliano Longarone (visitare il Cimitero Monumentale e’ devastante)

Seconda Tappa: Longarone Tramonti di Sopra, nel cuore delle Dolomiti carniche; passare affianco alla diga e’ indescrivibile “ho letto molti libri, visto molti film e documentari sulla tragedia, ma essere qui e solo immaginare cos’è successo, fa venire i brividi”

Terza tappa: da Tramonti di Sopra a Paluzza, la più dura, tagliando tutta la Carnia con salite assurde e discese in mezzo ai boschi passando in mezzo a paesi incontaminati “non poteva mancare un passaggio a Fusea, borgo dove è nata mia nonna”

Quarta tappa: Paluzza Val Resia, tappa soft con passaggio e sosta a Tolmezzo, autentica “Capitale” della Carnia

Quinta e ultima tappa: Val Resia Castions di Strada; passando dalla valle più incontaminata del Friuli, dove si parla ancora un dialetto Cosacco

Un viaggio di circa 350 km di pedalata, fatica ed emozioni uniche. «Il dislivello? Beh non lo so e sinceramente non mi importa, come diceva un antico detto puoi portare via un friulano dal Friuli, ma non potrai mai portare il Friuli fuori dal cuore di un friulano”». Il tutto dedicato a Mario e Carla.

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