Candidati sindaco del Centrodestra di Varese? Tutti ad Azzate per Galimberti vs Bianchi

AZZATE La carta moschicida. Chissà se era nelle intenzioni di Giacomo Tamborini, assessore e regista azzatese degli incontri culturali a Villa Benizzi Castellani, far uscire allo scoperto i papabili candidati sindaci di Varese. Forse no. Anzi, sicuramente no. Ma il dibattito tra il primo cittadino di Varese Davide Galimberti e Matteo Bianchi (andato in scena ieri, lunedì 16 settembre), lo sfidante nel 2021 ma pronto a ricandidarsi nel 2027, ha avuto lo stesso effetto della carta moschicida o del miele per l’orso. Tanto che, in una sala consiglio agghindata da studio per talk show, c’erano tutti coloro che vengono dati al momento (anche se da quì a là manca una vita) come papabili candidati del centrodestra per Palazzo Estense.

Tutti presenti, tranne uno

Mentre Davide Galimberti e Matteo Bianchi dissertavano sul ruolo amministrativo del primo cittadino, in sala non mancavano coloro che si sono divertiti a passare ai raggi X la platea. Dove sedevano: Luca Marsico, Romano Dell’Erba, Renzo Oldani e Pasquale Gervasini. Volti magari poco conosciuti nella piccola Azzate, ma molto noti negli ambienti imprenditoriali e politici. Anche perché girano eccome nel centrodestra varesino dove è partito l’X-Factor per il candidato di coalizione.

Luca Marsico, avvocato di professione, una vita in Forza Italia, già assessore e vicepresidente della Provincia e con un mandato da consigliere regionale (si era candidato per il secondo mandato, ma venne surclassato nelle preferenze da Angelo Palumbo, a quel tempo la nouvelle vague di Agorà) è il nome che piace (piaceva già nel 2021 dopo l’uscita di scena di Maroni) a Forza Italia e a un pezzo di Lega (il governatore Attilio Fontana). Un po’ meno a Fratelli d’Italia, i quali per voce di Luigi Zocchi hanno già fatto sapere di voler puntare su Giossi Montalbetti (ieri assente al consesso azzatese). Ma è pur vero che tra i Fratelli, c’è anche chi sogna una candidatura in rosa e in questo caso il nome che qualcuno fa è quello di Romana Dell’Erba. Presente.

Nel centrodestra poi c’è chi vuole puntare di nuovo su un volto della società civile e del mondo imprenditoriale. Chi? I ben informati dicono che tra i papabili ci siano Renzo Oldani, l’uomo che ha fatto della Binda e della Varese del ciclismo due realtà di livello mondiale, e Pasquale Gervasini, già presidente di Confagricoltura. Presenti anche loro.

L’ultima sorpresa

Ma le sorprese nella serata azzatese non sono certo finite con i papabili candidati sindaci varesini. Tra il pubblico, infatti, c’era anche una vecchia conoscenza della politica. Anzi l’uomo che per anni ha guidato Forza Italia e governato i tavoli politici dell’intera provincia di Varese: Nino Caianiello. Ma in questo caso non si deve cercare nessun significato politico nella sua presenza se non quello di voler forse passare a salutare gli amici.

Dove c’è Bianchi non c’è la Lega

«Poca Lega». C’è anche chi ha notato la scarsa presenza di esponenti del Carroccio. Qualcuno ha pure sottolineato l’assenza di Emanuela Monti, consigliere regionale, leghista di riferimento ad Azzate e in Valbossa e dei consiglieri varesini e colleghi proprio di Bianchi. E c’è chi alla sottolineatura ha risposto: «Dove c’è Bianchi non c’è più la Lega. Da tempo».

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