Cerimonie laiche, assistenza gratuita a chi ha perso un caro per il Covid

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BUSTO ARSIZIO – «Dal 4 maggio, con il cambiamento determinato dalle nuove norme, il servizio che offriamo diventerà una commemorazione: si tratterà in ogni caso di un momento di raccoglimento in assenza del feretro, che potrà avvenire anche a distanza di tempo». Costanza Colombo, celebrante della rete nazionale Cerimonie Uniche, ha deciso, insieme ai colleghi Alessandra Rizzi, Alessandro Bissa, Marco Zuccari e Liana Moca, di assistere in forma gratuita chi ha perso un proprio caro: l’iniziativa, lanciata il 29 marzo, permette di organizzare un funerale, laddove non sia stato possibile a causa dell’emergenza Covid-19, attraverso l’uso delle tecnologie moderne.

I riti conosciuti sono stati sospesi

«Ora che mi trovo in un’altra regione e non posso spostarmi, soffro maggiormente la lontananza dalla mia famiglia: questa situazione ci ha forse resi più empatici nei confronti di dolori più grandi dei nostri», ha esordito Colombo, bustocca doc che da circa un anno si è trasferita a Ghiffa, in provincia di Verbania. «In questo periodo in cui le cerimonie funebri sono state sospese, non sono stati possibili i riti conosciuti e il saluto ufficiale che tutti vorremmo dare al nostro caro. È così venuto a mancare un momento importante, dal quale ha inizio il processo di elaborazione del lutto, facendo crescere il senso di angoscia e sconforto. Una parte di noi celebranti laico-umanisti ha perciò deciso di offrire alla comunità su tutto il territorio italiano un servizio, assolutamente gratuito, di scrittura e celebrazione di cerimonie di commiato per chi avesse perso qualcuno in questo periodo di emergenza sanitaria».

Piattaforme di videoconferenza e diretta sui social

«È una formula a cui due mesi fa nessuno di noi avrebbe mai pensato, perché solitamente i funerali si tengono nelle sale del commiato oppure in chiesa. È una modalità anomala che però ci ha fatto capire che potevamo dare un valore aggiunto al nostro servizio e renderci utili in questo momento difficile. Ciò è possibile grazie alle tecnologie moderne, come le piattaforme di videoconferenza e la diretta sui principali social, che permettono di assistere a una cerimonia di commiato dalla propria abitazione, e intervenire attivamente con contributi che possono essere letture, canzoni, pensieri per ricordare chi non c’è più. Sarà il celebrante a guidare i familiari nella preparazione di un incontro personalizzato di saluto e commemorazione del loro caro: si tratta di un professionista formato e certificato secondo le linee guida della British Humanist Association (ora Humanists UK) che si occupa di più momenti di passaggio nella vita delle persone: la nascita, le unioni e i commiati».

Una tradizione del mondo anglossassone

Come ha spiegato Colombo, il celebrante «è una figura laica per chi non ha una fede religiosa a cui possono rivolgersi persone che hanno una loro spiritualità, un loro modo di vedere la vita da un punto di vista più filosofico, e cercano qualcuno che li accompagni nei riti di passaggio. Le cerimonie laico-umaniste non sono di carattere ateo o antireligioso, ma anzi inclusivo: se tra i presenti c’è qualcuno che appartiene a una fede, gli viene chiesto se desidera dire alcune parole per la circostanza. Prendono origine dal mondo anglosassone, dove sono molto più diffuse che in Italia, e hanno alle spalle una grande tradizione. Sono cerimonie personalizzate, che si costruiscono assieme alla persona nel rispetto delle sue credenze, dei suoi desideri e di ciò che veramente la rappresenta o, come in questo caso, con i contributi di chi ha conosciuto e amato».

La cerimonia officiata da Messina

«Ad aprile abbiamo perduto a causa del coronavirus Fiorino Donina, un nostro collega celebrante in provincia di Mantova, e si è celebrato il primo funerale laico in streaming a cui hanno partecipato persone da tutto il mondo tramite una diretta Facebook. La cerimonia è stata officiata dalla casa di Messina del primo celebrante laico in Italia, Richard Brown, formatore della rete Cerimonie Uniche e console onorario di Gran Bretagna in Sicilia. All’incontro online hanno assistito parenti e amici da ogni luogo: è stata una cerimonia molto sentita che ha permesso alla mamma, al marito e a tutti i presenti, di ritrovarsi insieme in un luogo virtuale, di sentirsi vicini pur essendo lontani, nel dare l’ultimo saluto al loro caro».

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