Cerro Maggiore sotto shock per la morte di Donati, rinomato allevatore di alani

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CERRO MAGGIORE – La comunità cerrese e non solo è rimasta profondamente colpita dalla notizia della morte del noto veterinario Patrizio Donati (nella foto), titolare da molti anni di un ambulatorio veterinario a Cerro Maggiore e che insieme alla moglie Ksenija Oseli gestiva l’allevamento di alani Baia Azzurra (sotto), che si trova nel parco della villa dove Donati abitava, nello stesso comune.

Nessuna autopsia sul corpo

Proprio nel parco di casa si è consumata ieri, domenica 19 gennaio, la morte di Donati. Già dal primo intervento dei soccorritori del 118, l’uomo, 72enne, è risultato vittima di una morte violenta in conseguenza all’aggressione dei suoi cani. Tuttavia, l’esatta dinamica dei fatti non è chiara. Donati era un grande esperto dei cani che allevava: nel 2007 aveva conseguito la seconda laurea all’Università di Pisa come primo laureato in Italia in Tecniche di allevamento dei cani di razza ed educazione cinofila. Gli alani erano la sua grande passione e si può dire che ne conoscesse alla perfezione le caratteristiche fisiche e comportamentali.

Inoltre si tratta di una razza di animali nota per la sua docilità e tranquillità: «cani da divano» com’era solito definirli lui stesso. Non è escluso che le profonde ferite trovate sul suo corpo alla testa, al collo e a un braccio siano state causate dagli animali dell’allevamento (due di essi sono ora sotto osservazione del personale veterinario di Ats) dopo che era caduto in terra esanime, forse in seguito a un malore. Dubbi che sembra siano destinati a restare tali dal momento che, come riferito dai Carabinieri della Compagnia di Legnano, non sarà svolta un’autopsia e la salma è già stata restituita ai familiari per le esequie.

Il dramma in «un angolo di paradiso»

Come accennato, la notizia della morte di Patrizio Donati ha sconvolto i tanti che lo conoscevano nel Legnanese, anche come clienti del suo ambulatorio, mentre la sua fama di allevatore si era estesa su scala nazionale, in virtù della sua competenza, della partecipazione con la moglie (sopra, i due insieme) a rassegne cinofile e del numero di premi e riconoscimenti che erano stati assegnati alla Baia Azzurra.

La passione del veterinario per questi cani di grande taglia era condivisa dalla moglie Ksenija, di origine slovena e dalla quale aveva avuto la figlia Caterina, di 20 anni, che fin da piccola è coinvolta in tutte le attività dell’allevamento. Nel 2008 Ksenija, laureata in giurisprudenza all’Università di Lubiana e trasferitasi in Italia cinque anni prima, aveva superato gli esami per diventare giudice della Fci-Fédération cynologique internationale, specialista proprio per la razza alano. Nel corso degli anni l’allevamento di Cerro Maggiore ha prodotto diversi esemplari, sempre più selezionati, inseriti nei pedigree degli alani più importanti. Un allevamento domestico e su scala familiare, dove gli animali corrono e giocano liberi in un grande parco. «Un angolo di paradiso alle porte di Milano, dove ci godiamo la compagnia dei nostri alani» lo descriveva lo stesso Donati.

Aggredito dai suoi cani, morto il noto veterinario di Cerro Maggiore Patrizio Donati

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