VARESE – Saranno cinque i quesiti che verranno sottoposti al voto da parte dei cittadini italiani con il referendum del prossimo 8 e 9 giugno. Quattro sono sul tema del lavoro e uno sulla cittadinanza: per illustrarne i contenuti la Cgil è scesa in piazza oggi, sabato 12 aprile a Varese (qui sotto il video), con l’obiettivo di incontrare i cittadini anche al di fuori dei luoghi di lavoro.
In piazza per incontrare i cittadini
Non solo un’occasione per il consueto volantinaggio, ma un’intera giornata di eventi dalle 10.30 alle 20 in piazza Monte Grappa, con giochi tradizionali in legno e musica. «Abbiamo organizzato queste settimane che ci dividono dalle giornate del voto con momenti non soltanto di presenza nostra classica che sarà anche massiccia nei luoghi di lavoro – commenta la segretaria generale della Cgil di Varese Stefania Filetti – sono partiti diversi giri di assemblee per sollecitare e informare le lavoratrici e i lavoratori anche nelle sedi dei pensionati». Ma anche con iniziative come quella odierna. «Abbiamo pensato diversi momenti in giro per la provincia, in vari luoghi della provincia da qui per le prossime 8 settimane. Perché è il modo di farci conoscere, soprattutto di parlare delle nostre proposte, dei quesiti che vengono appunto proposti l’8 e 9 giugno a chi normalmente non incontriamo nei luoghi di lavoro. E il fatto di metterci in piazza come qui oggi in tutta la giornata è il modo migliore».
Un’idea diversa di paese
All’evento di Varese anche il segretario generale nazionale della Slc Cgil Riccardo Saccone. «Invitiamo le cittadine e i cittadini a riprendere il protagonismo, a decidere direttamente se cancellare delle leggi balorde che hanno trasformato il lavoro in una merce e conseguentemente le lavoratrici e i lavoratori in oggetti essenzialmente. I nostri quattro referendum sul lavoro presentano un’idea diversa di lavoro, un lavoro che abbia ancora la possibilità di trasformare la vita delle persone e permettere loro di avere dei sogni, fare dei progetti. Il referendum sulla cittadinanza è perché noi abbiamo in mente una società diversa, una società inclusiva che non abbia paura, che prenda atto anche delle grandi trasformazioni in atto in questi anni. Sono cinque quesiti che in realtà hanno dentro di sé un’idea diversa di paese e un’idea diversa di Europa, rimettendo al centro i diritti delle persone, delle lavoratrici e dei lavoratori».
I cinque quesiti
Il primo dei quattro referendum sul lavoro è dedicato allo stop dei licenziamenti illegittimi e chiede l’abrogazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti del Jobs Act. Il secondo punta a portare più tutele per i lavoratori delle Pmi e riguarda nel dettaglio la cancellazione del tetto all’indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese. Il terzo ha l’obiettivo di eliminare alcune norme sull’utilizzo dei contratti a termine per ridurre il lavoro precario. Quindi il quarto per garantire maggiore sicurezza sul lavoro. Infine il quinto referendum dedicato alla cittadinanza, che propone di dimezzare da 10 a 5 anni i tempi di residenza legale in Italia per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana.
Partita da San Giorgio la “rivolta sociale” della Cgil attraverso cinque referendum
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