Chi prende in giro la Lombardia

zes fontana lombardia
Attilio Fontana con il consigliere regionale Emanuele Monti venerdì sera a Sumirago

Usa un linguaggio colorito, Attilio Fontana, presidente della Lombardia, per affermare che, secondo il suo parere, sulla Zes (zona economica speciale) il ministro Adolfo Urso lo prende bellamente per il naso (abbiamo addolcito il lessico). Parole di fuoco pronunciate venerdì 17 sera alla festa leghista di Sumirago e Albizzate, davanti a una platea non esattamente oceanica, ma vale la sostanza politica del discorso.

Attorno alla richiesta della Zes si sono espressi i governatori delle regioni del Nord, primo fra tutti Fontana. Un provvedimento che dovrebbe rilanciare le attività economiche e produttive dei territori, così come accade già per il Sud del Paese. All’assemblea di Confindustria Varese, riunita negli stabilimenti Leonardo di Venegono Superiore a metà del mese scorso, gli industriali locali erano stati espliciti, se non la Zes avanti con la zona logistica semplificata (Zls), istituto che prevede agevolazioni burocratiche per gli investimenti, pensate per potenziare le infrastrutture di trasporto e, appunto, la logistica. Provvedimento del quale avrebbe indiscussa necessità soprattutto l’area attorno a Malpensa. Messaggio chiarissimo quello inviato dal presidente Luigi Galdabini al governo Meloni.

“La vera sfida – sottolineò Galdabini – è quella di fare quadrato tra parti sociali e politiche di ogni colore per ottenere che il nostro territorio si doti di uno strumento di politica industriale pensato soprattutto per rendere la nostra provincia più attrattiva per le imprese”. Urso in qualche modo si è detto disponibile ad attivare la Zls, ma sulla Zes, che introdurrebbe significativi ritorni fiscali, ha alzato un muro. Il responsabile del dicastero delle Imprese e del Made in Italy, in settimana ha risposto al question time alla Camera e ha rilasciato interviste ad alcuni quotidiani per spiegare che non è possibile allargare le zone economiche di vantaggio fiscale, cioè le Zes, al Nord. Perché? “Perché la Zes unica del Mezzogiorno – ha dichiarato a La Stampa – ha l’obiettivo di ridurre i divari territoriali ed è per questo che è sostenuta da risorse europee della politica di coesione”. Per dirla in un altro modo, lo vieterebbero le regole comunitarie. Traduzione: si privilegiano le regioni del Sud bisognose di sostegni e si lascia scoperta la “locomotiva” delle regioni del Nord che rappresentano il principale motore economico del Paese, guidate, manco a dirlo, dalla Lombardia.

Il tema rimanda dritto dritto alla cosiddetta “questione settentrionale” dalla quale ha preso spunto Attilio Fontana per il suo attacco al ministro Urso. Tema mai risolto dalla Lega che, in caduta libera nei consensi, lo ripropone in opposizione alla linea nazionale imposta da Matteo Salvini. Non a caso, a Sumirago, le citazioni nostalgiche per Umberto Bossi e per la “mitica” Padania hanno sovrastato qualunque altro riferimento all’attuale leader, in pratica dimenticato.

Fontana, è osservazione scontata, non può che mettere in luce il problema partendo dal contesto economico, dalle dfficoltà di una congiuntura internazionale che colpisce anche l’area più industrializzata del Paese e tra le più produttive d’Europa. Se sia vero oppure no che da Roma c’è chi prende in giro la Lombardia, lo pensano in molti. Intanto, il governatore Fontana si riallaccia alla vicenda della Zes per dire un’altra cosa: “Ai Palazzi della capitale diamo fastidio”. Soltanto che quei palazzi, da qualche decennio oramai, sono frequentati anche dai leghisti. Eccome.

Confindustria Varese chiede la Zona logistica semplificata attorno a Malpensa

zes fontana lombardia – MALPENSA24

 

 

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