Chiosco di Bergoro, Forza Italia contro Baroffio: «Fumo negli occhi e poca trasparenza»

FAGNANO OLONA – «Il sindaco Baroffio bravo arrampicatore di vetri. Butta fumo negli occhi invece di dare risposte chiare e trasparenti». Il “caso” del chiosco del parco Mascheroni di Bergoro continua a far discutere a Fagnano Olona. E dopo le scintille in consiglio comunale tra i gruppi di minoranza e il sindaco Marco Baroffio, è Forza Italia ad intervenire per chiarire la sua posizione sulla faccenda. «Non giova neppure alla Valle di Ezechiele, – la cooperativa fondata da don David Maria Riboldi, e di cui fa parte anche l’assessore Daniela Caprioli – che meriterebbe solo plausi e non di trovarsi in mezzo ad imbarazzanti situazioni di cui non ha colpa alcuna».

La nota di Forza Italia Fagnano

Purtroppo per l’ennesima volta abbiamo assistito ad un Consiglio Comunale durante il quale il sindaco Baroffio, invece di rispondere in modo chiaro e trasparente a domande precise delle minoranze, come da sua abitudine ha preferito buttare fumo negli occhi delle persone “declamando” a mo’ di editto una serie di riferimenti normativi che sicuramente risultano oscuri anche a lui. Nessun accenno da parte del Sindaco in merito alla poca trasparenza nell’assegnazione del parchetto di Bergoro e sulla evidente inopportunità politica di alcune situazioni verificatesi. Nessun problema da parte nostra nei confronti di una associazione che è motivo di vanto per la nostra comunità per il prezioso lavoro svolto ma resta il fatto che le modalità di assegnazione a noi continuino ad apparire almeno superficiali ed inopportune. Il Sindaco ha deciso di spiegare la situazione a modo suo, con grande meticolosità, limitandosi a leggere ciò che gli uffici gli avevano preparato. Una presa in giro tipicamente “baroffiana”, onestamente, laddove le persone si aspettavano risposte chiare e sincere. Permangono alcuni punti rimasti in sospeso e sui quali l’amministrazione non ha fornito risposte. L’assegnazione è avvenuta in presenza di una morosità nei confronti del Comune laddove requisito essenziale del bando pubblicato era quello di non avere posizioni aperte con l’ente locale alla chiusura dei termini di presentazioni delle candidature. E ci preme rimarcare che la posizione debitoria dell’assegnatario, per quanto irrisoria, era ben nota all’ente locale a seguito delle corrette verifiche condotte dagli uffici comunali competenti ed è stata sanata oltre i termini perentori previsti. Perché si sono voluti chiudere gli occhi? È stata una decisione legittima? Tanta disponibilità ci sarebbe stata anche nei confronti di altri enti interessati? È questa una riflessione corretta o forse il nostro è solo un retropensiero malizioso che meritava di essere dissipato? Non avremmo avuto il diritto di avere un onesto confronto su questo in Consiglio comunale? Dal sindaco della trasparenza, come Baroffio si vorrebbe presentare, avremmo desiderato risposte concrete, non asettici riferimenti normativi che ci riserviamo di verificare nelle sedi competenti. Forse però i tantissimi punti da chiarire rendevano la faccenda davvero difficile da spiegare anche per un bravo arrampicatore sui vetri come si è sempre dimostrato il nostro Sindaco sino da poco dopo il suo insediamento.

La certezza della legalità e della correttezza, l’eticità dei comportamenti e dell’azione amministrativa, la trasparenza e l’onestà intellettuale non sono principi da affidare al vento con le chiacchiere. Il sindaco Baroffio in questo è bravo maestro. Ma sarebbe ora che capisse che certi atteggiamenti non giovano certo alla sua immagine, a quella della sua pessima amministrazione e neppure a quella degli uffici che ci paiono sempre più impegnati a mettere improbabili pezze sulle discutibili azioni dei nostri amministratori. E di sicuro tutta questa faccenda non giova neppure alla Valle di Ezechiele, che per finalità e impegno sociale meriterebbe solo plausi e non di trovarsi a causa dell’incompetenza e della superficialità di taluni in mezzo ad imbarazzanti situazioni di cui non ha colpa alcuna.

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