«Ci vediamo al Monumentale». C’è vita al Cimitero di Busto. La prima visita guidata

BUSTO ARSIZIO – «Busto città morta? Allora partiamo dal luogo più onesto». È con questa “provocazione” sui social che la neonata associazione ArBusto promuove la prima passeggiata guidata tra le storie e le edicole del cimitero Monumentale di via Favana, in programma domenica 16 novembre. «Non è solo un luogo di morte, ma di vita – rivela Letizia Verri, presidente dell’associazione – perché ci sono tante storie da raccontare, tante volte dimenticate». La prima “visita” si concentrerà sulle famiglie storiche di Busto e sulle loro «tombe spettacolari»: Milani, Candiani, Ottolini, Comerio e Crespi.

L’iniziativa

La passeggiata nel “quartiere più tranquillo della città” – altra definizione apparsa sui social – è organizzata dall’associazione ArBusto, nata appena un paio di settimane fa, a partire da un gruppo di otto soci fondatori. «Persone appassionate di storia, arte e teatro – le definisce la presidente Letizia Verri – chiacchierando tra noi ci siamo detti “perché non far vivere il cimitero in modo diverso?”. È un luogo di raccolta e di preghiera, ma anche ricco di spunti per la storia e l’arte». Per ArBusto è un «punto di partenza»: l’obiettivo che si prefigge è «parlare della storia e dell’arte della città e di ciò che ha reso Busto quella che è». In futuro, non solo al Monumentale. Ma è lì, «al cimitero», che «c’è ancora tutto». L’unico luogo della città che non si trasforma.

I “detective” di Ar-Busto

Il progetto è partito con un censimento, tuttora in corso, a partire dalle tombe del cimitero. «Partiamo da nomi, cognomi e date di nascita – racconta Letizia Verri – il Comune, che ringraziamo, ci ha dato accesso ad archivi e documenti che ci consentono di ricostruire la genealogia delle famiglie». Un lavoro da detective, che punta a raccontare la storia della città. «Ci concentriamo sul periodo tra la fine dell’800 e gli anni del boom economico – nelle passeggiate parleremo delle famiglie di Busto, dei loro luoghi di sepoltura e della loro storia, agganciandola a quella della città. Con l’ambizione di incuriosire attraverso “link” ad altri luoghi fuori dal cimitero». Fino ad arrivare, preannuncia la presidente di Ar-Busto, «a scrivere uno spettacolo teatrale». Che sarà un viaggio nella città attraverso le persone e le storie.

Le storie

«Sono bustese, non nata a Busto – rivela Letizia Verri – ma facendo opera di censimento e ricerca in biblioteca, ho scoperto storie molto interessanti che ci prefiggiamo di approfondire. Ad esempio tutti gli intrecci tra le grandi famiglie industriali della città». Il primo appuntamento è per domenica 16 novembre, il secondo sarà il 30 novembre, poi ancora da febbraio, con diversi tipi di passeggiate ma anche riproponendole. Con l’auspicio che il cimitero Monumentale di Busto, come quello di Milano, possa diventare un luogo di attrazione turistica? «Con la speranza – risponde la presidente di Ar-Busto – che chi va a trovare i propri cari possa guardare questo luogo con un occhio diverso, con una scintilla di curiosità in più. anche per dare valore alle sculture importanti che sono presenti, oltre alle opere di Richino Castiglioni».

Effetto Emma, il cimitero brutalista di Busto attira studenti. Ora visite guidate

busto arsizio cimitero – MALPENSA24
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