MILANO – Coniugare una migliore cura dei percorsi ciclabili con l’inclusione lavorativa delle persone con fragilità. È l’obiettivo di un progetto avviato da Città metropolitana di Milano attraverso un bando in scadenza il 16 aprile: le imprese potranno diventare sponsor dell’Ente prendendosi cura di tratti della rete ciclabile metropolitana attraverso i meccanismi di inclusione lavorativa delle persone con fragilità disposti dalla normativa vigente.
Saranno 25 le persone fragili a cui è data la possibilità di un inserimento lavorativo biennale per la cura dei circa 100 chilometri di piste ciclabili della città metropolitana, divise in 5 lotti: alzaia del Naviglio Martesana, alzaia del Naviglio Pavese, alzaia del Canale Villoresi, piste laterali a viale Fulvio Testi tra Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, via Corelli a Milano e perimetrale dell’Idroscalo.
Griguolo: «Dai pregiudizi alla valorizzazione»
«Pensiamo che l’inclusione sia il volano dello sviluppo economico e sociale della nostra comunità – spiega il consigliere delegato alla mobilità di Città metropolitana, Marco Griguolo – Abbattiamo le barriere culturali, passando dal pregiudizio alla concreta valorizzazione delle differenze, ritenendole sempre più potenzialità. Non a caso partiamo con questo progetto pilota dalla nostra rete ciclabile: una infrastruttura pensata per una mobilità sostenibile, ma anche inclusiva per tutti e capace di creare connessioni con le altre modalità di spostamento. Spero che le imprese comprendano il valore di questo progetto e che ci aiutino a contribuire al cambiamento».
Per Diana De Marchi, consigliera delegata alle politiche del lavoro, «si tratta di un progetto teso alla valorizzazione delle persone con fragilità per favorirne l’inclusione lavorativa. Un piccolo, ma significativo contributo per giungere ad un cambio di approccio delle pubbliche amministrazioni e delle imprese per superare insieme le resistenze e i pregiudizi che ancora esistono. Dobbiamo lavorare perché si affermi un modello di società accogliente e vocata a valorizzare le diversità che in essa convivono».
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