Co-capoluogo, Picco Bellazzi: «Lega, ormai è tardi. Busto poteva essere Provincia»

BUSTO ARSIZIO – «Invece di riesumare Busto provincia dalla preistoria della politica, qualcuno nella Lega dovrebbe recitare il mea culpa. Negli anni ’90 il traguardo della nuova provincia era ad un passo e la città avrebbe avuto davvero dei grandi vantaggi». Parola di Walter Picco Bellazzi, già consigliere comunale del Pd che ricorda bene la sfida, sfumata più di trent’anni fa, del nuovo ente che avrebbe avuto Busto Arsizio come capoluogo. «Prima di Tangentopoli l’iter era praticamente fatto, poi è stato affossato quando la Lega governava in tutti i Comuni del territorio» ricorda l’allora esponente della DC.

Pollice verso

La proposta del co-capoluogo di provincia, avanzata dai leghisti Simone Orsi e Francesco Speroni e abbracciata dall’intero centrodestra bustocco, continua a far discutere in città. «Mi sembra una sciocchezza – la bocciatura senza appello di Picco Bellazzi – è vero che ci sono altre province con il doppio capoluogo o con una denominazione composta, ma sono nate così, penso a Monza-Brianza o al Verbano-Cusio-Ossola. E pensare che Varese possa accettare di dividere i privilegi da capoluogo con Busto Arsizio mi sembra velleitario». Ma è soprattutto guardando alla storia della provincia sfumata negli anni ’90 che l’ex consigliere del PD rivolge le sue perplessità sull’attuale progetto.

L’iter della provincia (vera)

«Prima del 1992 era stato completato tutto l’iter per l’istituzione della provincia di Busto Arsizio – racconta Walter Picco Bellazzi – poi quando era saltato il parlamento e con la nuova legislatura aveva vinto la Lega, ritenevo che sarebbe stata immediatamente portata avanti la proposta, invece fu affossata completamente. Quante interrogazioni e ordini del giorno finiti nel nulla, e allora avevamo politici di livello, con un’autorevolezza che oggi si scordano. A partire dal senatore Gian Pietro Rossi: ci davamo da fare non per uno sfizio ma per ottenere agevolazioni concrete per la città e il territorio. E allora di vantaggi ce ne sarebbero stati tanti».

Rimpianti

Picco Bellazzi ricorda l’ipotesi della sede della nuova provincia nel centro direzionale dell’area delle Nord, mai sorto: «oggi a uscire dalla stazione sembra di essere a Berlino dopo la guerra e non c’è nemmeno un taxi per arrivare in centro». Ma anche le tante opere «avviate in una logica comprensoriale», come il palazzetto dello sport. «E dove c’era un fiore all’occhiello come la Mostra del Tessile, appena oltre il confine con Castellanza, oggi c’è un McDonald’s – rimarca l’ex consigliere Dem – siamo riusciti a salvare solo il Tribunale di Busto, ma solo perché è talmente grande da non poter essere soppresso». Picco Bellazzi punta il dito contro la Lega: «Avevano preso in mano un progetto al 90% e non l’hanno portato a compimento, ora che senso ha riprendere in mano la questione? L’onorevole Speroni dovrebbe saperle queste cose».

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