SOMMA LOMBARDO – Con l’ultima Commissione Aeroportuale sono stati diffusi i primi dati della sperimentazione delle nuove rotte di decollo da Malpensa. Inevitabili le reazioni del territorio, che si fa subito sentire con il comitato Vivere Coarezza. Dalla piccola frazione di Somma Lombardo, fra i centri più agguerriti nella battaglia contro le nuove Sid, chiedono il «coinvolgimento di competenze tecniche d’eccellenza, come in passato, per ristabilire una equa ed accettabile ripartizione del traffico aereo», si legge in una nota. «Va ristabilita la situazione ante-sperimentazione».
«Non è questa la soluzione»
Per il comitato di Coarezza, la nuova configurazione del traffico aereo di Malpensa «stravolge tutto il lavoro svolto dalla Commissione Ministeriale Inquinamento acustico, con incarico al comandante Dario Romagnoli, di ottemperare all’ordinanza del tribunale di Roma del gennaio 2000, che aveva censurato la Sid 303 – pista 35L di decollo». Una rotta che, sostengono, «ora è ritornata sui nostri territori con effetto devastante, poiché implementata dal massiccio numero di voli e che nel futuro imminente sarà la rotta degli aerei cargo più pesanti». Insomma, secondo il gruppo della frazione sommese «non può e non deve essere questa la soluzione». Non solo, viene contestato ancora il posizionamento delle centraline, che si trovano sulle frazioni interessate dal rumore: «Non sono sufficienti e non sono state installate nei punti vicino alle abitazioni in cui il rumore si concentra maggiormente per l’intersecarsi di ben due aerovie di uscita 303/308 278». Quindi, «non rilevano l’effettivo rumore dando un risultato difforme dalla realtà».
Gli arei più pesanti
L’attenzione si sposta poi sugli aeromobili più pesanti: «È evidente che, nell’effettuare virate a bassa quota per intercettare l’aerovia di uscita per ragioni di sicurezza, debbano spesso discostarsi dalla Sid imposta». Una manovra che «procura maggior rumore e scarico di carburante». Per tali aeromobili «l’uscita di decollo diretta, seguita sin prima della sperimentazione (318°+) e direzionata verso Romagnano Sesia e lago (bacino che assorbe il rumore e lo rende meno impattante piuttosto che il cono della valle del Ticino) sarebbe quella più naturale sicura e meno impattante». Forse, prosegue la nota di Vivere Coarezza, «il fatto che questo traffico sia direzionato con una virata iniziale, per poi riprendere la traiettoria in linea retta, è la soluzione più impattante per il territorio sottostante, ma che lascia libera la traiettoria di decollo dalla 35 R che viene utilizzata simultaneamente di modo che gli aerei non si incrocino». In questo modo «danno e daranno la possibilità allo scalo aeroportuale di implementare maggior traffico (soprattutto cargo e quindi maggior business economico per le grosse società interessate)».
«Profitto a discapito della salute»
Un ragionamento che il comitato della frazione sommese riassume così: «Tutto ciò fatto per un maggior profitto, ma a discapito sempre della salute e della vita delle popolazioni residenti». Ecco perché «occorre porre un limite. E se non sono in grado di farlo gli enti Enac e Enav, che siano chiamati in campo tecnici preposti alla sicurezza del traffico aereo». Tra i quali ricordano «il dipartimento Stasa o Encasia a livello europeo. E lo stesso comandante Romagnoli per studiare lo scenario effettivo di minor impatto sul territorio e non quello di maggior apporto economico e lucrativo».
Rotte di Malpensa, Golasecca e Coarezza “promosse” in Commissione Aeroportuale
