COMO – «Urgenti interventi, attraverso l’allontanamento di almeno 100 ristretti e la ristrutturazione delle parti dell’istituto danneggiate». Sono le richieste che la segreteria provinciale della Cisl Fns ha avanzato all’amministrazione penitenziaria. Proposte che arrivano a seguito della rivolta avvenuta ieri, 13 novembre, al Carcere Bassone di Como. Con una decina di guardie penitenziarie prese in ostaggio dai detenuti.
La rivolta in carcere
La segreteria provinciale della Cisl Fns, attraverso una nota, ha voluto inoltre esprimere «vivo apprezzamento a tutti i colleghi della polizia penitenziaria della casa circondariale di Como». Persone che, «mettendo a serio rischio la propria incolumità, hanno affrontato con professionalità la rivolta messa in atto da circa un centinaio di detenuti». Il personale della struttura comasca «è riuscito a contenere i rivoltosi in attesa dell’arrivo in forza dei colleghi provenienti da altre strutture della Lombardia e del gruppo d’intervento operativo della polizia penitenziaria “Gio”». Aggiungendo: «La nostra vicinanza è rivolta soprattutto ai colleghi rimasti vittime di vili aggressioni da parte dei rivoltosi, costretti a ricorrere alle cure dei sanitari con prognosi dai 4 ai 30 giorni». Ora l’obiettivo è «restituire al personale di polizia penitenziaria, civile e sanitario sicurezza e dignità lavorativa».
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