Conto alla rovescia per Sempio: la difesa lavora alle memorie del 18 ottobre

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Liborio Cataliotti e Angela Tacca, difensori di Andrea Sempio

Entra nel vivo la settimana decisiva per la difesa di Andrea Sempio nell’ambito del nuovo filone di indagine della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco. Legali e consulenti dell’indagato sono riuniti per definire la linea difensiva e mettere a punto il deposito di memorie e contro-consulenze tecniche in vista della scadenza del 18 ottobre, termine oltre il quale i magistrati pavesi decideranno sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio per l’omicidio di Chiara Poggi.

Le mosse della difesa

I legali dell’indagato, guidati dall’avvocata Angela Taccia, stanno analizzando le ulteriori relazioni depositate dai pm per rafforzare l’impianto d’accusa. La difesa ha già chiarito la propria linea strategica: nessun “atteggiamento rinunciatario” né collaborazione a quello che ritengono un impianto orientato a priori. In quest’ottica si inserisce il rifiuto di Sempio di sottoporsi alla consulenza psichiatrica disposta dalla Procura, mossa definita dalla difesa una scelta mirata a contestare l’impostazione degli inquirenti prima ancora che vengano portati elementi certi che collocano il 38enne sulla scena del crimine. La difesa punta inoltre a smontare le perizie della Procura sull’impronta di scarpa (taglia 42) e sui riscontri del DNA attorno alle unghie della vittima, chiedendo valutazioni super partes.

I Poggi e la Procura Generale

Mentre la difesa di Sempio si prepara a rispondere punto su punto, si definiscono gli altri due fronti paralleli emersi nel fine settimana. La posizione della famiglia Poggi, i genitori di Chiara, Rita Preda e Giuseppe, hanno ribadito tramite i propri legali che non si costituiranno parte civile contro Andrea Sempio in caso di processo. Una scelta legata sia alla convinzione incrollabile nella colpevolezza di Alberto Stasi sia al principio di non richiedere un doppio risarcimento per il medesimo danno, pur mantenendo la veste di parte offesa nel procedimento.

In parallelo, la Procura Generale di Milano sta esaminando gli atti e le nuove perizie medico-legali (tra cui le relazioni dell’antropologa Cristina Cattaneo sui tempi della morte) per valutare se sussistano i presupposti giuridici per avanzare formale istanza di revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi a 16 anni di reclusione.

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