Crans-Montana: i Moretti restano in Svizzera, negato l’espatrio a Cannes

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Jacques e Jessica Moretti

CRANS-MONTANA – Restano confinati in territorio svizzero i coniugi Moretti, principali indagati per il rogo a Crans-Montana. Il Tribunale per le misure coercitive del Cantone del Vallese, accogliendo parzialmente le istanze della Procura di Sion, ha prorogato fino al prossimo 10 luglio l’obbligo di firma e il divieto di espatrio per Jessica Moretti, indagata per omicidio, lesioni e incendio colposi.  L’inchiesta riguarda il devastante incendio che, nella notte tra il 10 e l’11 gennaio, ha avvolto il locale Constellation, trasformando una settimana bianca in un dramma senza precedenti. Il fuoco, divampato rapidamente a causa dei materiali di rivestimento, ha intrappolato decine di sciatori, tra cui decine di giovani lombardi. Tra le 41 vittime accertate, si contano dodici ragazzi lombardi, la maggior parte dei quali deceduti per asfissia all’interno dei corridoi sbarrati dal fumo o nel disperato tentativo di calarsi dai balconi dei piani alti.

Il braccio di ferro sul pericolo di fuga

L’ordinanza sulla proroga delle misure, risalente allo scorso 14 aprile, cristallizza una divergenza di vedute tra la pubblica accusa e il giudice delle indagini. Secondo il pubblico ministero, il rischio che la famiglia possa riparare in Francia si sarebbe “intensificato”, facendo leva sulla disponibilità di un appartamento a Cannes che le autorità transalpine hanno rifiutato di porre sotto sequestro. Di parere opposto il tribunale vallesano: secondo i magistrati, l’enorme esposizione mediatica internazionale della tragedia renderebbe di fatto impossibile per la donna e il marito Jacques. anch’egli sottoposto alle medesime restrizioni, godere dell’anonimato necessario per una latitanza efficace.

Aggiornamenti medici e speranze al Niguarda

Parallelamente alle indagini svizzere, l’attenzione resta alta sulle condizioni dei giovani italiani rimpatriati e ricoverati presso le strutture ospedaliere milanesi. Secondo gli ultimi aggiornamenti clinici, tre dei quattro pazienti inizialmente trasferiti d’urgenza al Centro Grandi Ustionati del Niguarda sono stati dichiarati fuori pericolo e hanno iniziato la riabilitazione. Resta invece ancora riservata la prognosi per un diciassettenne della Brianza, che ha riportato le lesioni più gravi alle vie respiratorie. I medici riferiscono di un quadro stabilizzato ma complesso, mentre negli altri presidi cittadini prosegue il supporto psicologico per i superstiti che hanno riportato fratture durante la fuga dalle fiamme.

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