VARESE – «Ci sono state tante provocazioni, ma non mi aspettavo una cosa del genere». A parlare in tribunale a Varese è una donna di 60 anni, chiamata a testimoniare nel processo in cui il cognato e il nipote, rispettivamente di 59 e 39 anni, sono accusati di lesioni aggravate nei confronti di suo fratello, 55enne, vittima di un agguato avvenuto nell’aprile 2021 fuori da una chiesa di Cuasso al Monte.
Il funerale
La famiglia era riunita per un’occasione triste, il funerale del padre della persona offesa. E al dolore per quella perdita se n’era aggiunto improvvisamente altro, dovuto proprio all’episodio che la 60enne, davanti al giudice, ha ricordato come qualcosa di impensabile. Dissidi familiari che tornano prepotentemente a galla nel momento meno opportuno. Cognato e nipote, dopo aver atteso l’arrivo del fratello della donna, lo avrebbero aggredito – stando alle parole della testimone – a colpi di chiave inglese e con un altro attrezzo non meglio identificato.
Le urla e le accuse
Partì un urlo: «Mi stanno ammazzando», e con la bara sul sagrato, visto che parenti e amici del defunto non potevano entrare in chiesa per le misure anti Covid, all’epoca in vigore, tutti i presenti, con lo sguardo pietrificato, si trovarono davanti la scena del pestaggio. «Mi gridava “ti uccido” e faceva il segno della gola tagliata – ha raccontato il 55enne, sentito in udienza dopo la sorella, riferendosi ad uno dei due imputati – Poi si è scoperto che tutti e due mi accusavano di avergli tagliato le gomme della macchina». Tra i dissapori in famiglia, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbero inciso anche dei litigi legati a questioni ereditarie.
L’ospedale
Di certo c’è che dopo l’aggressione arrivarono i carabinieri e l’uomo aggredito finì in ospedale per i colpi presi alla testa. Ne uscì con una prognosi di 15 giorni e con l’intenzione di rivolgersi ai carabinieri per sporgere denuncia nei confronti dei due uomini oggi a processo, difesi dagli avvocati Gianmarco Beraldo e Massimo Benvegnù. L’istruttoria dibattimentale non è ancora terminata e gli imputati, al ritorno in aula, potranno fornire la propria versione dei fatti.
