Cuore Futura: quando il PalaBorsani diventa più olimpico dell’Olimpiade

BUSTO ARSIZIO – Da Libro Cuore. Ci sono giorni in cui lo sport non ha bisogno di medaglie o cerimonie per dimostrare cosa vale davvero. Basta un palazzetto che si riempie di bambini che avrebbero dovuto essere altrove, a Milano, davanti al ghiaccio olimpico, e che invece oggi sono a Castellanza, accolti come ospiti d’onore da una società — la Futura Volley Giovani — che ha deciso di non lasciarli soli.

Mentre la partita inizia, con la squadra di coach Tettamanti intenta a giocarsi la sua post season con Messina, sugli spalti succede qualcosa che vale più di un punto o di una vittoria. Succede che sessanta bambini — delle scuole Pontida, Bellotti e Tommaseo — diventino protagonisti di una giornata che nessuno aveva promesso loro, ma che qualcuno ha scelto di regalare. E questo, per loro, conta infinitamente di più.

Perché la delusione è ancora fresca. Biglietti vinti, annunciati, celebrati. Poi spariti senza un perché. Prima le Pontida, poi le Bellotti e infine le Tommaseo. Tre scuole, con sogni identici e altrettante docce fredde arrivate all’ultimo momento. E un silenzio istituzionale che pesa più di qualsiasi “no”.

Eppure, mentre altrove si cercano spiegazioni, qui a Busto si è scelta la strada più semplice e più giusta: fare qualcosa. La responsabile comunicazione della compagine biancorossa Samantha Pini — da mamma prima ancora che dirigente — intuisce la delusione di questi ragazzi.  Apprende della vicenda, sente il peso dello sconforto e non aspetta che qualcuno rimedi. Chiama, organizza, coinvolge. Il vicesindaco Luca Folegani – presente alla Soevis Arena insieme al sindaco Antonelli – , già in pressing sulla Fondazione Milano Cortina, dà una mano nel creare la rete. Il DG Matteo Lucchini e la famiglia Forte dicono sì senza esitazioni. E la Futura apre le porte di casa.

E così, mentre la partita va avanti, il PalaBorsani sembra quasi più olimpico dell’Olimpiade stessa. Perché qui non si parla di protocolli, accrediti, ticketing o elenchi. Qui si parla di sguardi che si accendono, di mani che applaudono, di bambini che tornano a sentirsi importanti.

E allora sì, forse non vedranno Francia–Giappone e non sentiranno il rumore delle lame sul ghiaccio. Ma conosceranno una lezione più preziosa: che quando qualcuno ti delude, qualcun altro può scegliere di esserci. Che una città, una squadra, può rimediare a un torto senza aspettare autorizzazioni. Che lo sport, quello vero, è fatto di persone che mantengono le promesse che altri hanno tradito.

Stasera, sugli spalti, non ci sono solo tifosi. Ci sono bambini che hanno ritrovato un posto. E una società che ha ricordato a tutti che lo spirito olimpico non vive nei palazzi, ma nei gesti.

E mentre la Futura gioca e il palazzetto vibra, una cosa è chiara: a volte basta una partita di pallavolo per restituire ai ragazzi ciò che un’Olimpiade non è riuscita a dare.

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Cuore Futura Olimpiade – MALPENSA24
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