Blues, boogie e punk‘n’roll con Zero. L’ex Cyborgs al Gagarin di Busto

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BUSTO ARSIZIO – Prima leader dei Cyborgs, a gennaio ha lasciato la band dopo otto anni di attività. Ora presenterà a Busto Arsizio il suo nuovo progetto, nato dopo aver unito le forze con il misterioso G. Oggi, sabato 17 novembre, Cyborg Zero si esibirà al Gagarin alle 22 per una serata a base di blues, boogie e punk’n’roll.

Suona la batteria come un forsennato

Torna il blues della serie “Dark was the night” che questa volta sul palco del Gagarin, una navicella Voyager ai confini della galassia, sfoggerà quello ruvido e rumoroso di Cyborg Zero. Dopo aver lasciato il duo The Cyborgs per percorrere una strada artistica alternativa, si è imbattuto in G, essere di dubbia provenienza di cui si conosce solamente il fatto che suona la batteria come un forsennato. Ne è nato il nuovo progetto a nome Cyborg Zero, puro punk’n’roll che unirà il ritmo ossessivo e privo di ogni dinamica di G con la chitarra e voce di Zero per far ballare il pubblico tutta la notte.

Un’attitudine più punk

«Ne abbiamo viste tante in otto lunghi anni, l’apertura del concerto di Bruce Springsteen è stato forse l’evento più importante della nostra vita. Ma tutto ha una fine in questo mondo, e anche nel mio. Abbiamo chiuso a gennaio 2018, i Cyborgs continuano perchè sono stato sostituito, ma non è più come prima. Ma non perchè sono insostituibile, ma perchè erano e sono entrambi insostituibili. Già da tempo il mio percorso mi stava avvicinando a un’attitudine più punk e a un desiderio di “sporcare” la mia musica. Nella mia ricerca di qualcosa, ho trovato qualcuno: Mr G». Così ha dichiarato Cyborg Zero pochi mesi fa, rievocando l’ultimo concerto insieme a Cyborg One, con cui aveva pubblicato quattro album. Identità celate sotto caschi da saldatore e i numeri del codice binario come nomi, i componenti del duo affermavano di essere viaggiatori del tempo. Giunti dal futuro, mettevano in guardia sui pericoli dell’era tecnologica. E mentre cercavano di smuovere le coscienze attraverso blues e boogie, predicando un ritorno al passato e alla semplicità, avevano una certezza: «Se non balli non c’è futuro».

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