BUSTO ARSIZIO – Un atelier di moda nell’ex Manchester d’Italia del tessile: la sfida della giovane stilista bustocca Alessia Crespi, in arte Fashion Lea, è una scommessa che assomiglia a qualcosa più del semplice taglio del nastro di una nuova attività in città. «La mia missione – rivela – è riportare in auge il lavoro sartoriale di una volta nell’epoca del Fast Fashion». L’inaugurazione alla presenza di due testimonial d’eccezione, Didi Mazzilli di Zelig e Alessandro Petrone di Italia’s Got Talent.
Taglio del nastro
Ha scelto, non a caso, la Festa della donna, per aprire ufficialmente il suo atelier in città – in via Fagnano Olona 11, in zona Cinque Ponti – la giovane stilista bustocca Alessia Crespi. Il laboratorio si chiama FashionLea, esattamente come è conosciuta lei sulle passerelle dove ha già collezionato successi. Ha infatti partecipato a diverse edizioni della Fashion Week a Milano – quest’anno ha presentato la sua ultima collezione – ma anche a quella di Istanbul e ha vinto due premi a Barcellona, tra cui quello di miglior collezione innovativa, ai Gran Galà Awards.
La missione
Ora un’altra avventura, in casa, con una missione importante: riportare in auge la tradizione dell’ex Manchester del tessile. «Il mio lavoro – racconta Alessia Crespi – consisterà nel creare capi unici, non in serie e non riproducibili, ma personalizzati, offrendo anche una consulenza su tessuti, forme e modelli, per valorizzare qualsiasi tipologia di cliente. Com’era il lavoro sartoriale di un tempo, in un’epoca in cui con il fast fashion si sono perse quelle emozioni e quelle sensazioni».
L’amministrazione c’è
All’inaugurazione era presente l’assessore al bilancio Alessandro Albani, che ha creduto nella giovane stilista in tempi non sospetti e oggi, portando i saluti del collega Matteo Sabba, delegato allo sviluppo economico, ha rivolto «un grande in bocca al lupo ad Alessia, giovane stilista con molto talento e molto coraggio. Questa è la bellezza di riportare in auge la tradizione e il lavoro sartoriale di una volta: insomma uno sguardo al futuro mantenendo le tradizioni del passato».
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