CAIRATE – Sono state chiuse le indagini del delitto di via Mascheroni. Per Douglas Carolo e Michele Caglioni ora il processo è più vicino. E dal fascicolo del pubblico ministero Francesca Parola emergono più che altro conferme su quanto già raccontato e scritto sui media. Ora i due giovani coinvolti nell’omicidio di Andrea Bossi hanno 20 giorni di tempo per depositare le proprie memorie o chiedere di essere interrogati dal pm.
Delitto per soldi
E’ stato presumibilmente un delitto per denaro. Non cifre di capogiro, ma poche centinaia di euro, pare circa 2mila. Quelli che Douglas avrebbe dovuto restituire a Bossi per via di una truffa smascherata e che aveva portato al blocco del conto del giovane brasiliano.
E il sesso. Anche questo aspetto non è certo trascurabile nel quadro a tinte nere come l’anima di chi ha sferrato la coltellata ferale al collo di Bossi e rosse come il sangue versato nella stanza dell’appartamento di via Mascheroni. Tra Carolo e Bossi, infatti, pare ci fosse una relazione. Certamente di sesso, ma per la vittima anche qualcosa di più. Anche se a quanto pare pagava.
Ora, quanto accaduto in quella sera tra il 26 e il 27 gennaio nell’abitazione di Bossi è stata ricostruito con non poca fatica dagli inquirenti. Basti ricordare che la lama che ha troncato la vita di Bossi è stata ritrovata mesi dopo in un campo non molto distante il luogo del delitto. I giovani implicati sono due: Carolo e Caglioni, con il secondo che avrebbe ceduto per primo e subito confessato la tragedia. Vicenda che nelle settimane successive è stata ricostruita tassello dopo tassello. E ora che le indagini sono chiuse per i due ragazzi potrebbe arrivare il rinvio a giudizio e quindi il processo.
